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Il mini ospedale che attraversa i Pirenei per aiutare chi ne ha bisogno

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Di Aurora Velez
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Il mini ospedale che attraversa i Pirenei per aiutare chi ne ha bisogno
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Il primo ospedale mobile transfrontaliero, che attraversa i Pirenei e garantisce l'accesso alle cure alle popolazioni isolate in caso di emergenza. E' una struttura polivalente che fa parte di un progetto sostenuto dalla politica di coesione europea.

In questo paesaggio bucolico di Baztan, farsi curare, anche se si è lontani, è ora possibile grazie a un ospedale mobile. Oronoz-Mugaire conta 500 abitanti e l'ospedale più vicino si trova a un'ora di macchina.

Un progetto transfrontaliero

A inizio febbraio un camion francese è arrivato sulla piazza del villaggio, portando il primo ospedale mobile transfrontaliero in Europa.

Ci vogliono 40 minuti perché tutto sia pronto (l'unità si estende su 66mq) e fa parte di un progetto europeo EGALURG, che permette alle popolazioni isolate su entrambi i lati dei Pirenei di avere lo stesso accesso all'assistenza sanitaria, in situazioni di disastro o di emergenza.

Qui è usato per il vaccino anti Covid. Carmen Lacalle Valencia è un'infermiera e fa parte di una delle tre squadre di vaccinazione presenti. "Non sapevamo di una risorsa come questa", ci racconta la donna. "Beh, siamo molto felici, è un momento storico. È molto gratificante venire nei paesini a vaccinare i gruppi più vulnerabili, perché questo è l'inizio della fine. La normalità ora è molto più vicina".

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Il budget per il progetto EGALURGEuronews

Il progetto europeo ha un budget totale di 2,3 milioni di euro (2.343.192), di cui 1,5 milioni di euro provengono dalla politica di coesione europea.

Un mini ospedale versatile

La caratteristica principale di questo ospedale mobile è la sua versatilità. È stato utilizzato a Bayonne e nellAlta Garonna, sia per alleviare la pressione sugli ospedali, che per effettuare tamponi per il Covid.

Oggi i responsabili dell'operazione nella regione spagnola di Navarra comunicano in videoconferenza con l'ospedale di Tolosa, coordinatore del progetto.

Qui tutti conoscono Iñaki Marcos Zamora, perché è il medico del^l'ambulatorio locale. Oggi anche il personale sanitario è sulla lista delle vaccinazioni, così come le persone vulnerabili e chi si occupa di loro: "La maggior parte aspettava la vaccinazione", ci racconta. "Sia le persone vulnerabili, che i famigliari che si prendono cura di loro. Questi ultimi temono di trasmettere il virus al parente, da asintomatici, mentre la persona vulnerabile potrebbe addirittura morire".

Per Diego Reyero Diez, responsabile delle emergenze e del trasporto medico, l'ospedale mobile è un'opportunità. Autonomo per quanto riguarda acqua ed elettricità. E non solo, come dichiara ai nostri microfoni: "Questo camion è equipaggiato con respiratori, monitor, dispositivi a ultrasuoni, che ora non usiamo per la vaccinazione. Ma potrebbe trasformarsi in un pronto soccorso. E a seconda del disastro potrebbe ospitare fino a un massimo di 18 pazienti".

Dopo un mese e mezzo passato nella regione di Navara, l'unità mobile di UMPEO è pronta a tornare in Francia, dove continuerà a vaccinare le persone contro il Covid.