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L'impatto ambientale sulle opere per ampliare la navigabilità del Danubio

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L'impatto ambientale sulle opere per ampliare la navigabilità del Danubio
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Nell'ottica della logistica fluviale e marittima in Europa il Danubio è capitale. L'Ungheria deve dragare alcuni segmenti del grande fiume per adempiere ai suoi obblighi nei confronti dell'UE e consentire un maggiore traffico merci sul Danubio. Le opere però danneggeranno ambiente ed ecosistemi naturali.

La stazza delle opere

Oltre 18 milioni di euro saranno spesi per garantire alle grandi navi da trasporto la navigabilità del fiume Danubio per almeno 300 giorni all'anno. L' 80% del costo deve essere coperto dall'Unione Europea. I lavori pianificati avranno comunque un impatto sugli habitat naturali in contrasto con alcune norme di protezione europee e intanto l'Ungheria ha già violato i suoi obblighi europei in materia negli ultimi 20 anni. Il livello del fiume è crollato nei decenni come conferma il dirigente di una compagnia di navigazione.

Le criticità del Danubio

"Dei 365 giorni dell'anno, centocinquanta sono totalmente imprevedibili. A pensarci bene: questo è il settore dei trasporti più rispettoso dell'ambiente, le imbarcazioni possono accogliere 1500 tonnellate di carico ma possono imbarcarne solo la metà quindi metà dello spazio di trasporto va sprecato e la cosa è dannosa per il commercio estero": ammette Botond SZALMA della compagnia di navigazione PLIMSOLL .

Il parere degli ambientalisti

Gli esperti locali del WWF stanno valutando i piani. Si dice che i lavori comporteranno l'abbattimento di pregiate foreste lungo il fiume inoltre l'incremento del traffico sulle vie navigabili comprometterà la riproduzione dei pesci e il dragaggio distruggerà le popolazioni animali protette. Ma è noto che questa volta l'Ungheria non ha davvero scelta. "Apprezziamo almeno il fatto che al momento della pianificazione siano stati compiuti sforzi per evidenziare le criticità ambientali, rispetto alla pianificazione di 10 anni fa, dobbiamo ancora notare che l'armonizzazione dei piani con le direttive europee sulla protezione della natura non è perfetta": spiega Andrea SAMU del WWF Ungheria.

La questione logistica

Sebbene il trasporto fluviale sia chiaramente più economico e molto meno inquinante del trasporto su strada i vantaggi rispetto al treno sono meno evidenti. I detrattori sostengono che il Danubio al massimo potrebbe diventare canale di trasporto a buon mercato per le materie prime fra Romania e Germania. In Ungheria il rifiuto delle ulteriori regolamentazioni relative al Danubio è stata una bandiera delle forze democratiche al momento della caduta del comunismo. Questa volta nuovi interventi sul fiume sono richiesti dagli obblighi nei confronti di UE e delle Nazioni Unite. Sebbene il governo ungherese sia noto per il compimento dei progetti, la situazione si presenta delicata e bisognerà muoversi con cautela": aggiunge l'inviato di Euronews Gábor TANÁCS.