I piloti svizzeri (disoccupati) si riciclano macchinisti

I piloti svizzeri (disoccupati) si riciclano macchinisti
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Di Gioia Salvatori

Dalla cabina di pilotaggio alla locomotiva, suppliscono alla storica mancanza di macchinisti in Svizzera; col settore aereo atterrato dal covid-19 evitano di finire nelle maglie del precariato di certe low cost (con ingaggi miserrimi)

Tra cielo e terra, dalla cabina di pilotaggio di un aereo alla locomotiva di un treno il passo è breve, nell'annus horribilis del coronavirus. D'altronde sempre meglio fare di necessità virtù che restare disoccupati. I piloti svizzeri, senza lavoro per il crollo dei viaggi aerei, sono pronti a riciclarsi macchinisti supplendo tra l'altro alla storica carenza di macchinisti in Svizzera.

Carlos Spruengli sarà uno dei primi piloti a condurre un treno."È come in una relazione - dice - Quando l'altra persona non vuole più niente da te, devi ingoiare il tuo orgoglio e guardare avanti". 

L'associazione svizzera dei piloti Aeropers sta conducendo una campagna per il ri-orientamento. Un modello che potrebbe costituire un precedente, un esempio anche per gli altri Paesi europei. 

"Al lavoro come autonomo per una compagnia aerea low cost per 300 euro al mese"

D'altronde per i piloti altrimenti, la crisi può significare fare il proprio lavoro pagati poco o niente a causa della mancanza di opportunità. Un pilota francese riferisce che attualmente vola come pilota autonomo per una compagnia aerea low cost dell'Europa orientale, guadagnando 300 euro al mese. Spiega, in anonimato, che non c'è altra scelta perché "Più a lungo un pilota resta a terra meno possibilità ha di lavorare. Quindi se si vuole restare nel settore bisogna stringere i denti e prendersi quello che si trova".

Il settore aereo tornerà ai livelli pre covid-19 non prima del 2024

Gli esperti del settore ritengono che il numero di passeggeri nel trasporto aereo non tornerà ai livelli pre-coronavirus almeno fino al 2024. Per preservare i posti di lavoro le associazioni professionali di categoria hanno accettato stipendi ridotti. Ma si teme che le condizioni d'impiego non saranno mai più quelle di prima.

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