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L'ONU toglie la marijuhana dalla lista delle droghe pericolose

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La storica decisione apre all'uso terapeutico della pianta. Nel mondo 188 milioni di consumatori, nonostante il diffuso proibizionismo

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La Commissione per gli stupefacenti delle Nazioni Unite, che ha sede a Vienna, ha approvato la rimozione della cannabis dalla lista delle droghe più pericolose, che comprende anche eroina e cocaina. La storica svolta avvicina l'ONU all'Organizzazione mondiale della Sanità, che da tempo esalta le proprietà farmacologiche della canapa indiana.

La decisione, approvata con 27 voti a favore, una astensione e 25 contrari, potrebbe aprire la strada a nuove ricerche sulla marijuhana sul suo uso terapeutico.

Sebbene non abbia ripercussioni automatiche - dato che il trattamento giuridico di queste sostanze è prerogativa dei singoli stati nazionali - il cambio di classificazione costituisce un impulso per una nuova politica sulle droghe.

Secondo dati delle Nazioni Unite, nonostante il regime proibizionista regni quasi ovunque, il consumo della cannabis riguarda 188 milioni di persone. In testa gli islandesi, il 18,3 per cento della popolazione, seguiti da Usa e Nigeria. Dodicesima l'Italia, insieme alla Francia, col 9,2 per cento, e solo ventesimi i Paesi Bassi, con l'8 per cento.

Soddisfazione è stata espressa da molte associazioni impegnate per la legalizzazione della cannabis e che ora rilanciano, sottolineando che sono stati documentati i benefici della canapa indiana in patologie come la malattia di Parkinson, la sclerosi, l'epilessia e il dolore cronico.

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