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Covid, il mondo in affanno. In UK 50.000 nuovi casi per il quinto giorno di fila

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Di euronews
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Covid, il mondo in affanno. In UK 50.000 nuovi casi per il quinto giorno di fila
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Un coprifuoco anticipato entra oggi in vigore in 15 dipartimenti del nord-est e del sud-est della Francia, dove il blocco per contenere la pandemia scatterà alle 18 invece che alle 20. Nonostante l'irrigidimento delle misure, in Bretagna si è arrivati allo scontro con la polizia per una festa di capodanno non autorizzata. La Francia ha il più alto numero di casi di Covid-19 in Europa occidentale e il quinto al mondo.

Francia: ecco in dettaglio

I 15 dei 101 dipartimenti francesic coinvolti dal provvedimento sono quelli in cui la trasmissione della pandemia è più preoccupante. Il provvedimento, che riguarda soprattutto regioni dell'est e del

centro del paese, coinvolge 6 milioni di francesi sul totale di 65 milioni. I dipartimenti che anticipano la chiusura generalizzata di due ore sono: Hautes-Alpes, Alpes-Maritimes, Ardenne, Doubs, Jura, Marna, Alta-Marna, Meurthe-et-Moselle, Meuse, Moselle, Nièvre, Haute-Saône, Saône-e-Loira, Vosges e Territoire de Belfort.

Nella regione del Grande-Est, particolarmente colpita dal Covid, molti sindaci reclamavano misure ancora più restrittive.

Regno Unito

In Gran Bretagna, davanti ai numeri in crescita, il governo è costretto a rivedere le proprie decisioni e tornare alla chiusura della scuole. Per il quinto giorno consecutivo si contano più di 50.000 nuovi casi, un'accelerazione legata alla mutazione del virus scoperta a novembre, e che si diffonderebbe tre volte più velocemente. Sabato è stato battuto un altro triste record, con i nuovi contagi da covid a quota 57.725 nelle ultime 24 ore, il massimo dall'inizio della pandemia. L'Inghilterra si conferma l'area più in crisi. Yvonne Doyle, direttrice della Public health England, ha avvertito che "la trasmissione" del virus "è molto alta". Intanto, con quasi 24.000 positivi al covid-19 ricoverati, il sistema ospedaliero è saturo, soprattutto nel settore est di Londra.

Drammatico il quadro anche negli Stati Uniti dove si registrano più di 20 milioni di casi, secondo le rilevazioni della John Hopkins University.

Messico

In Messico cresce il timore tra i cittadini per l'impennata dei nuovi contagi e l'annunciata penuria di ossigeno, che ha spinto a capodanno decine di persone a mettersi in fila per ricaricare le loro bombole. La riduzione delle scorte di ossigeno ha portato a un aumento del prezzo per le ricariche, tanto che molti pazienti non possono più accedervi. "I rivenditori autorizzati mantengono un prezzo fisso, ma la fila è così lunga che a volte bisogna aspettare per ore. Quindi, la fretta ti spinge ad andare in luoghi privati, dove i prezzi per assistere il paziente raddoppiano o triplicano", spiega uno di loro.

Dal fronte vaccini

Sul fronte dei vaccini, finora considerato l'unico argine concreto alla pandemia, si registra la denuncia dei fondatori di Biontech sul rischio di una insufficienza nelle disponibilità in Unione europea, dato che la loro produzione non basta e gli altri vaccini non sono stati ancora autorizzati.

Tutti ora guardano al ritmo delle vaccinazioni" ma "il collo di bottiglia al momento non è il volume degli ordini ma la carenza mondiale di capacità produttiva. Questo vale anche per BioNTech". Così la commissaria Ue alla salute, Stella Kyriakides, sulla quantità degli ordini da BioNTech. "La situazione migliorerà: abbiamo negoziato dosi aggiuntive da BioNTech e siamo pronti - aggiunge - ad espandere ancora la capacità. Altre aziende, con cui abbiamo contratti, attendono l'ok. Se arriverà per tutti, l'Europa conterà su 2 miliardi di dosi, per vaccinare tutti i 450 milioni di europei e i suoi vicini".

La commissaria europea

La commissaria ha poi ricordato che "nella fase iniziale l'Ue ha fornito finanziamenti a BioNTech", per "100 milioni di euro, per sviluppare le attuali capacità di produzione e si è assicurata 300 milioni di dosi del vaccino" dalla stessa azienda tedesca. Kyriakikes ha poi aggiunto che Bruxelles era in trattative con la BioNtech "da molto tempo", ma anche "con altri produttori di vaccini in grado di svilupparne nell'estate del 2020", questo perché a "livello Ue si è concordato di non mettere tutte le nostre uova nello stesso paniere". Tale "approccio - ha sottolineato la commissaria - è stato accolto con favore da tutti i capi di stato e di governo" dell'Unione.

Intanto, l'Oms ha dato il via libera all'impiego del vaccino Pfizer/Biontech per uso d'emergenza da parte dei paesi a reddito basso e medio.

La campagna vaccinale procede spedita in Israele.

ll governo di tel Aviv ha dato il via alla campagna il 20 di dicembre e già il 10% della popolazione (9,3 milioni in totale) ha ricevuto lil vaccino. La corsa contro il tempo e contro la pandemia fa di Israele la prima nazione al mondo per numero di vaccinati pro capite, seguita dall’ancora più piccolo Bahrein (3,37%) e dal Regno Unito (1,39%).

La campagna inizierà fra qualche giorno in India mentre in Cina è stato dato il via libera a alcuni preparati, già usati nella fase emergenziale della pandemia.