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Brexit, quella manciata di pescatori belgi che non temono un no-deal

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Di Susan Dabbous
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Brexit, quella manciata di pescatori belgi che non temono un no-deal
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In vista della Brexit, i pescatori francesi e belgi si potrebbero vedere presto interdire l'accesso alle acque britanniche nel Mare della Manica, ma non tutti sembrerebbero essere sulla stessa barca. I pescatori della città portuale belga di Bruges infatti potrebbero rappresentare un'eccezione: un documento del diciassettesimo secolo conosciuto come "La concessione", in inglese, "The privilege", concede loro l'accesso permanente nelle acque del Regno Unito.

Il direttore dell'Archivio del Comune di Bruges, Jan d'Hondt, ricorda che questa concessione: " fu accordata da Carlo II ai cittadini di Bruges nel 1666. Il monarca inglese - racconta l'archivista - visse in esilio in questa città del Belgio dal 1.656 fino al 1.659 dopo che il generale Cromwell aveva giustiziato suo padre. Tornato in patria, in segno di gratitudine, concesse questo privilegio o alla città di Bruges ".

Non è chiaro però se in tempi odierni questo atto regio sia ancora applicabile, nei secoli il Regno Unito si è dotato di nuove leggi e trattati che potrebbero screditarlo. Anche se nella giurisdizione britannica le tradizioni sono notoriamente molto importanti.

"La Gran Bretagna è un Paese con molte vecchie consuetudini - prosegue Jan d'Hondt - Il Monarch Act del 13 ° secolo ad esempio è ancora in vigore, si potrebbe desumere che anche questa concessione di pesca possa essere ancora valida, ma questo saranno i britannici a deciderlo".

Dopo la Brexit, il 31 dicembre, i pescatori di Bruges quindi potrebbero essere gli unici operatori ittici europei a non trovarsi in acque inesplorate.