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Il ritorno della sonda giapponese Hayabuso con i segreti dell'asteroide Ryugu

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Il ritorno della sonda giapponese Hayabuso con i segreti dell'asteroide Ryugu
Diritti d'autore  Agencia Espacial Australiana vía AP
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Missione compiuta, la sonda spaziale giapponese Hayabusa 2 è rientrata dopo un vagabondaggio cosmico di sei anni.

Ha toccato terra nel sud dell'Australia, nel piccolo villaggio di Woomera.

La capsula ha riportato campioni dell'asteroide Ryugu dopo un viaggio di 5 miliardi e 273 milioni di chilometri nello spazio, iniziato nel 2014. mentre nel 2019 la sonda ha catturato il materiale dall'asteroide.

Con l'aiuto di un drone e di un elicottero gli scienziati dell'Agenzia spaziale giapponese hanno potuto recuperare la capsula, che era in buone condizioni.

L'estrazione dei campioni di asteroide sono il frutto di un'autentica operazione chirurgica, la sonda ha prima raccolto materiale sulla superficie e poi dal fondo, attraverso un foro praticato con un proiettile di rame.

Lo scopo era infatti di trovare anche della materia non corrotta dai raggi cosmici, perché la missione consisteva nel cercare minerali con presenza originaria di acqua e possibilimente rilevare presenze organiche.

Ma i planetologi nipponici pensano che l'acqua possa esser evaporata a causa dell'alta inensità delle radiazioni che erano presenti all'interno del corpo dell'asteroide.

Ryugu in giapponese significa "palazzo del drago."