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Il Covid a Natale

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Diritti d'autore Robert Michael/(c) dpa-Zentralbild
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Di euronews
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Il Covid a Natale. Come il mondo alle prese con una pandemia globale si prepara a celebrare feste

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Lo spirito del Natale arriva con un blitz degno delle forze speciali. La chiamano contaminazione, che in tempi di covid può prestarsi a malintesi. Siamo a Rio de Janeiro, al mitico pan di zucchero, la montagna che domina i sogni tropicali di milioni di confinati nel mondo, o, peggio di disoccupati. ma ci sono occasioni ghiotte, Santa Klaus assume sosia che si moltiplicano piu del coronavirus.

Detto per inciso in Brasile il covid sembra inarrestabile. 

A Praga, nella Repubblica Ceca, è San Nicola come in molte parti d'Europa. Il 6 dicembre è lui il festeggiato. Lui, di origini anatoliche, da Myra, santo protettore dell'infanzia maltrattata in abiti vescovili con tanto di mitra e pastorale, che ha subito una metamorfosi consumistica in Santa-Klaus, spacciatore di sogni per tutti gli spendaccioni, e festeggiato ormai il 25 Dicembre, con l'attribuzione di una provenienza boreale. Da Rovaniemi, Finlandia, oltre il Circolo polare artico. 

Un angelo e un demone accompagnano San Nicola nella sua "mission" fatta di bastone e carota: i bambini cattivi vengono portati via dal demone e i buoni ricevono doni. Certo che in quanto a lezioni di vita c'è da essere rimandati a settembre. Angelo e demone sono in realtà una versione edulcorata dei personaggi che tradizionalmente accompagnano il santo. 

San Nicola è finito nelle polemiche del Black Face, infatti il demone, secondo la leggenda è il Père Fouettard,  o Zwarte Piet (in olandese) un inserviente nero che frusta le piccole canaglie scalmanate, a volte i confini tra il bene e il male sono poco chiari.

Il fatto è che il personaggio in questione viene rappresentato da bianchi e biondissimi olandesi e belgi che si pittano il volto con il lucido da scarpe, facendo per l'appunto l'ormai offensivo e razzista black face

Le celebrazioni di San Nicola ormai sono considerate l'inizio dell'Avvento, per i cristiani le settimane di attesa della natività. 

E passando a Betlemme, in Terra Santa, la Piazza della Mangiatoia, è di solito affollata nel periodo dell'Avvento, ma quest'anno a causa della pandemia non c'è quasi nessuno.  Anche nella città che ha dato i Natali a Gesù ci sono restrizioni: la piazza è aperta a non più di 50 persone per volta. Bar e ristoranti  chiudono alle 21. 

Anche la tradizionale Messa della notte di Natale sarà celebrata a ranghi ridotti.

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