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Etiopia: l'esercito riprende il controllo del Tigrè

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Etiopia: l'esercito riprende il controllo del Tigrè
Diritti d'autore  Themba Hadebe/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Addis Abeba ha annunciato di aver ripreso il controllo della città principale del Tigrè Macallè. La città è stata bombardata questo sabato, strappata ai separatisti con cui la capitale era in guerra da tre settimane, e riportata sotto il controllo del governo federale.

Lo ha fatto sapere il primo ministro etiope Abiy Ahmed "Siamo riusciti a entrare in città senza colpire civili innocenti", è la sua versione, alla fine di un intervento militare mirato e veloce. Difficile verificare le notizie: la Tv del Tigrè per tutto il pomeriggio ha emesso intrattenimento in loop comunque nelle ore precedenti il governo della regione aveva fatto appello alla comunità internazionale, perché condannasse gli attacchi di artiglieria e aerei e il "massacro di civili e infrastrutture". Sembra poi che almeno un razzo partito dal Tigrè, abbia colpito Asmara.

L'offensiva contro il capoluogo del Tigrè era stata lanciata tre giorni fa, fase finale di un conflitto iniziato il 4 novembre tra i separatisti della regione ai confini con l'Eritrea, che hanno disconosciuto le istituzioni federali, e la capitale. Ad esacerbare i rapporti tra i separatisti e la capitale il rinvio delle elezioni nazionali a causa del Covid-19; il Tigrè ha deciso di svolgere comunque le proprie ed è stato un trionfo per i candidati del Tplf, il fronte di liberazione del popolo che governa la regione.

Ora un governo provvisorio nella regione del Tigrè

A scatenare l'offensiva federale, a inizio novembre, è stato un attacco armato alle forze militari etiopi di stanza a Macallè, città di 500mila abitanti. Prossimo passo dopo la 'riconquista' dovrebbe essere l'arrivo di un governo provvisorio nella regione ribelle, da capire come reagiranno i separatisti.

Siamo riusciti a entrare in città senza colpire civili innocenti
Abiy Ahmed
primo ministro etiope

La crisi umanitaria

Il conflitto esito di anni di tensioni crescenti per motivi politici ed economici, ha fatto decine di migliaia di profughi scappati per lo più in Sudan innescando una crisi umanitaria importante e rischiando di destabilizzare tutta la regione. Macallè è una città con una numerosa popolazione di minori e l'UNICEF ha stimato che nell'intera regione durante il conflitto circa 2,3 milioni di bambini si trovavano in stato di bisogno, senza beni di prima necessità dato che la regione era di fatto isolata dal resto del mondo.