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Cinema, in attesa delle premiazioni agli European Film Awards

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Il cinema europeo
Il cinema europeo   -   Diritti d'autore  JOAQUIN SARMIENTO/AFP or licensors
Di Stefania De Michele  & Euronews
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Se c'è una cifra stilistica del cinema europeo, è quella che viene indagata dagli European Film Awards, che si tengono ogni anno a dicembre per premiare il made in Europe. Tra i registi in corsa per il riconoscimento ci sono Thomas Vinterberg, danese, con il film "Un altro giro" e il francese François Ozon con "Estate '85'. Due diverse prospettive, due finestre sul cinema europeo.

Dice Ozon: "Mi sento francese , certo, ma è vero che ho avuto la fortuna, molto rapidamente, di realizzare film che hanno funzionato in Europa e quindi questo ha permesso ad alcuni dei miei lavori di essere finanziati più facilmente. È sempre piacevole lavorare in un continente dove il cinema è importante, perché sento una grande differenza tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi. In Europa c'è davvero l'amore per il cinema".

Una passione, quella per il cinema, che ha la fortuna in Europa di alimentarsi di differenti suggestioni. Secondo Thomas Vinterberg, la forza del cinema europeo è proprio la sua diversità. Co-fondatore di Dogma 95, insignito nel 98 dal Premio della Giuria a Cannes per Festen, il regista parla della peculiarità danese: "C'è una certa radicalità , forse è una reazione a qualcosa di lievemente oppressivo che proviene dal fatto di trovarsi in un Paese molto piccolo e razionale che viene definito il Paese più felice del mondo".

Anche nel cinema vale il concetto del 'genius loci': in ogni produzione, si percepisce lo spirito dei luoghi. Dalla Polonia cattolica arriva ad esempio Corpus Christi di Jan Komàsa, uno dei titoli europei più quotati quest'anno, sempre in concorso agli European Film Awards per il miglior film e la miglior regia.

La cerimonia di premiazione degli Awards si terrà tra l'8 ed il 12 dicembre 2020.