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In Italia piano vaccinazioni da gennaio, ma c'è chi resta scettico

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In Italia piano vaccinazioni da gennaio, ma c'è chi resta scettico
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L'Italia si prepara alla grande campagna di vaccinazione anti Covid, che sarà presentata nel dettaglio in Parlamento, il 2 dicembre, dal ministro della Salute Roberto Speranza.

Ma è già noto che saranno 300 i punti su tutto il territorio nazionale dove a gennaio verrà somministrata la prima tranche del farmaco della Pfizer: obiettivo iniziale, vaccinare 1,7 milioni di italiani.

Anche se al momento la vaccinazione non sarà obbligatoria, si registra una crescente preoccupazione tra gli italiani in relazione alla sicurezza del farmaco.
Delle 800 persone che hanno partecipato a un recente sondaggio dell'istituto di ricerca SWG, quasi il 40% ha dichiarato di non voler correre il rischio.

La maggioranza delle persone intervistate preferirebbe avere un vaccino italiano piuttosto che uno europeo o americano.

Secondo il piano delineato dal governo, gli operatori sanitari e i gruppi più vulnerabili dal punto di vista medico saranno i primi a riceverlo.
Si fa strada l'ipotesi di un passaporto vaccinale per tenere traccia delle persone a cui è stato somministrato il farmaco, utile anche per spostarsi all'interno del Paese o all'estero. Maria Rosaria Capobianchi, a capo di una delle prime squadre di virologi in Europa, che ha isolato la sequenza del Dna del virus, dice che non è solo il vaccino a fare la differenza: "Il vaccino non sarà l'unico presidio che avremo a disposizione - dice - avremo a disposizione anche terapie. Poi, principe di tutte le misure è sicuramente la misura comportamentale, che tra l'altro è di provata efficacia".

Sembra dunque che il vaccino non esenti le persone dall'uso delle mascherine o dal rispetto della distanza sociale, almeno a breve termine.

Gli esperti avvertono infatti che è troppo presto per dire quanto tempo sarà ncessario per un pieno ritorno alla normalità.