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Algeria, ecco la nuova Costituzione ma gli elettori disertano le urne

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Di Stefania De Michele  & Euronews
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Referendum in Algeria
Referendum in Algeria   -   Diritti d'autore  RYAD KRAMDI/AFP or licensors
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L’Algeria ha votato per la nuova Costituzione.

Il presidente dell'Autorità elettorale indipendente nazionale (Anie), Mohamed Charfi, ha annunciato la vittoria del “sì” al referendum sulla revisione costituzionale con il 66,8 per cento dei consensi contro il 32,2 per cento ottenuto dal “no”.

Il dato che emerge è quello della scarsa partecipazione al voto, pari a poco meno del 24% per cento degli aventi diritto.

Due i problemi che accompagnano la nascita della Carta costituzionale: la scarsa affluenza alle urne lrgata all'invito delle opposizioni a disertare le urne; le proteste della comunità berbera nella regione della Cabilia.

La Costituzione calata dall'alto, secondo le opposizioni

Secondo il presidente Tebboune, la nuova Costituzione apre una nuova pagina politica dopo le proteste che, per oltre un anno, dal febbraio 2019, hanno scosso il Paese e portato alla caduta del presidente Abdelaziz Bouteflika.

La Carta non è un cambio di rotta rispetto al regime, sostiene però il movimento Hirak, promotore delle mobilitazioni. Troppi poteri in mano al presidente, dicono gli attivisti che hanno invitato a boicottare la consultazione: la nuova Costituzione conferisce al capo dello Stato il potere di nominare il presidente della corte costituzionale e quattro dei 12 giudici che la compongono, oltre al governatore della banca centrale.

Secondo le opposizioni, non è possibile accettare che la carta costituzionale sia calata dall’alto, senza tenere conto di tutte le istanze che hanno acceso la protesta in Algeria e che poggiano, anzitutto, sul superamento del sistema autoritario e sull’elezione di un’assemblea costituente per la nascita di uno Stato di diritto.

Erano chiamati alle urne circa 25 milioni di algerini, hanno risposto in appena 5.586.259.
Il referendum si è svolto simbolicamente nel 66esimo anniversario dell'indipendenza e il governo lo ha promosso con lo slogan: "Novembre 1954 Liberazione, novembre 2020 Cambiamento".