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L'Ue propone un "sistema a semaforo" e creare corridoi di viaggio sicuro durante la pandemia

Aeroporto di Fiumicino, Roma
Aeroporto di Fiumicino, Roma   -   Diritti d'autore  Alessandra Tarantino/AP Photo
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Mentre il numero di casi di coronavirus continua a salire nei paesi dell'Unione europea, ogni giorno sembrano farsi sempre più remote le possibilità di spostarsi liberamente tra le frontiere.

Sono diverse le restrizioni a cui devono già sottostare gli europei. Vanno dalla necessità di presentare un test negativo all'arrivo (si pensi a chi arriva in Italia da Parigi, per esempio), fino al divieto totale di ingresso sul territorio nazionale, passando per quarantene obbligatorie che scoraggiano quasi ogni tipo di spostamento.

Finora, ogni Stato membro ha fatto un po' come voleva. Le decisioni in materia di sanità pubblica sono state prese a livello nazionale in attesa dell'integrazione europea anche in materia sanitaria.

Stamani, martedì 13 ottobre, però i ministri dell'Interno dei 27 hanno adottato delle linee guida per tutelare la libera circolazione all'interno dell'Unione: viene in pratica introdotto un sistema a semaforo che classificherà gli stati e le zone dei singoli stati in verdi, rosse e arancioni.

La mappa è elaborata e aggiornata settimanalmente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

L'istituto classificherà le regioni europee in zone verdi, gialle e rosse in base ai nuovi casi confermati per ogni 100mila persone.

La mappatura dell'Europa consentirà ai cittadini di viaggiare liberamente tra le regioni verdi di diversi paesi senza doversi sottoporre a ulteriori controlli.

Ci si può muovere liberamente per motivi di lavoro, ma non solo un alista europea ci dirà quali sono le categorie di viaggiatori "indispensabili".

Visualizzazione: Jorge Galindo | EsadeEcPol
La proposta di Oliu-Barton & Pradelski.Visualizzazione: Jorge Galindo | EsadeEcPol

Adattare le restrizioni di viaggio alla situazione epidemiologica delle macro regioni europee non è una strategia del tutto nuova.

La Escuela Superior de Administración y Dirección de Empresas (Esade) ha pubblicato a maggio uno studio che proponeva una rete teorica di "zone verdi" per consentire ai cittadini europei di spostarsi tra quei territori a minor incidenza Covid.

Francia, Spagna, Italia e Germania sono alcuni dei paesi europei che hanno scelto di differenziare la strategia sanitaria su base regionale assegnando un colore in base all'incidenza di contagio, spiega a Euronews il ricercatore Miquel Oliu Barton, coautore dello studio.

"Per questi paesi è accettabile far dipendere le politiche [in materia di viaggi e spostamenti] dal colore di queste aree. Chiudere tutto a livello nazionale significa penalizzare l'intero paese".

L'Unione europea sta esortando i suoi membri ad avere criteri comuni nella definizione del colore di una regione, in modo che un'area tedesca e una spagnola siano equivalenti nei parametri e negli esiti, continua Oliu.

Avere una mappa e criteri comuni aiuterebbe a prevenire il ripetersi di quelle situazioni di incertezza e mancanza di coordinamento vissute in Europa all'inizio della pandemia di marzo, quando diversi Paesi hanno deciso di chiudere unilateralmente le loro frontiere.

Si sono visti enormi ingorghi alle frontiere, ritardi nella consegna delle attrezzature mediche e milioni di turisti bloccati lontani da casa per la improvvisa chiusura di un confine.

Cosa succede se i paesi Ue decidono di non seguire questa linea comune?

"Questo nuovo sistema renderà le cose più facili ai cittadini. Sono contenta che abbiamo trovato questa soluzione insieme", ha dichiarato la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Oliu dice di aver parlato con i rappresentanti di Francia, Germania, Italia e Spagna, che si sono detti disposti a seguire questo "sistema semaforico".

Tuttavia, c'è un limite all'armonizzazione delle regole, e ancora non si è trovato un accordo sui criteri comuni per stabilire le zone arancioni e quelle rosse.

I viaggiatori provenienti dalle zone verdi potranno spostarsi liberamente, ma i governi nazionali della Ue continueranno a stabilire restrizioni proprie, come quarantene o i test obbligatori in caso di arrivo da regioni con alti tassi di contagio.

Una zona verde sarà classificata tale se per 14 giorni consecutivi su 100 mila abitanti i nuovi positivi saranno inferiori a 25 e la percentuale inferiore al 4%.

Alla luce dell'altissimo livello di positività in tutto il continente, la maggior parte delle regioni potrebbe colorarsi di rosso o arancione. I lavoratori transfrontalieri non dovrebbero essere interessati dalle restrizioni.