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I ministri degli Esteri Ue d'accordo per sanzionare Lukashenko e Russia

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I ministri degli Esteri Ue d'accordo per sanzionare Lukashenko e Russia
Diritti d'autore  Jean-Christophe Verhaegen/AP
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I ministri degli Esteri dei 27 d'accordo per sanzionare il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e la Russia per l'avvelenamento del leader dell'opposizione Alexei Navalny.

Le sanzioni contro il presidente bielorusso arrivano per la repressione messa in atto nei confronti dell'opposizione scesa in piazza all'indomani delle presidenziali per denunciare irregolarità e brogli.

Già lo scorso 2 ottobre i 27 hanno detto sì alle sanzioni che avevano colpito 40 ufficiali del regime bielorusso, considerati responsabili delle repressioni e delle intimidazioni verso i manifestanti che ormai da settimane scendono in piazza per denunciare i brogli elettorali che hanno portato alla riconferma del presidente Lukashenko.

L'accordo contro la Russia è giunto poco dopo, si tratta di un accordo politico per finalizzare la proposizione avanzata da Francia e Germania.

"L'idea - hanno spiegato alcune fonti diplmatiche - è quella di andare veloci". Francia e Germania hanno proposto di iscrivere nella lista europee delle sanzioni creata per l'uso di armi chimiche alcune persone e una fabbrica russa che produce Novichok, il cui uso appunto è vietato.

Le sanzioni prevedono di non rilasciare i visti e il gelo dei beni posseduti in Europa così come il divieto a beneficiare di finanziamenti europei.

I ministri degli Esteri dell'Unione europea si sono incontrati questo lunedì 12 ottobre a Lussemburgo in presenza per la prima volta dopo mesi di incontri virtuali.

Tra gli Stati membri che spingevano a favore di sanzioni esemplari, la Romania. Il cui ministro degli Esteri, Bogdan Aurescu, ha voluto ricordare che "La Romania ha chiesto già alla fine di agosto di includere Lukashenko nella lista delle persone da sanzionare. Se la situazione peggiorasse dovremmo considerare anche altre sanzioni, di tipo economico che colpiscano direttamente le risorse di Lukashenko."