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Covid-19, seconda ondata in Europa: quanti casi ogni giorno, paese per paese

Tampone all'aeroporto in Italia
Tampone all'aeroporto in Italia   -   Diritti d'autore  Antonio Calanni/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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In molti paesi di tutta Europa si sta assistendo ad una recrudescenza dei casi di Covid-19.

Gli esperti continuano a ripetere che non bisogna abbassare la guardia. "Se il virus troverà un'opportunità di trasmissione tra le persone, emergeranno nuovi focolai", le parole della dott.ssa Maria Van Kerkhove, a capo della task force Covid-19 dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Il direttore delle emergenze dell'Oms, Mike Ryan, ha detto che "in ogni singolo paese in cui si è alleggerita la pressione sul virus, e dove il virus circola ancora a livello comunitario, c'è stato un ritorno indietro nel numero di casi. La domanda ora è quanto saranno efficaci le autorità nel predisporre misure per reagire a questo aumento dei numeri".

"L'ipotesi che la malattia arrivi naturalmente a ondate è un'ipotesi che si basa su precedenti pandemie e su altri virus respiratori come l'influenza", ha aggiunto Ryan. Secondo Sarah Fortune, professoressa della Harvard's School of Public Health, "dobbiamo considerarci sempre a rischio fino a quando non avremo l'immunità - cosa che nessuna comunità ha ottenuto - o finché non avremo un vaccino. Parlare di prima o seconda ondata non è un concetto super preciso".

"Parte del nostro pensiero definitivo si basa probabilmente sull'aver visto le curve epidemiche dei decessi delle città americane durante l'influenza spagnola di cento anni fa", afferma Gabriel Scally, membro del comitato Independent SAGE del Regno Unito che agisce a supporto del governo. "Nel Regno Unito penso si stia avendo una recrudescenza: la curva epidemica finora è stata molto lunga e prolungata a causa della risposta tardiva e inadeguata dei primi mesi", ha aggiunto Scally.

Sarebbe stato utile ridurre il numero di casi durante l'estate

In molti sono preoccupati da quanto potrà avvenire in autunno, quando si teme una più ampia diffusione.

"È molto probabile: sappiamo che il Covid-19 si trasmette tramite goccioline e aerosol, e durante la stagione invernale, quando le persone tendono a stare principalmente in stanze chiuse, automaticamente si avrà un aumento dei numeri", l'opinione di Jürgen Haas, a capo del dipartimento di medicina infettiva all'Università di Edimburgo.

Proprio per questo, come sottolineato dai funzionari tedeschi, sarebbe stato importante ridurre i casi durante l'estate, quando gli europei sono più propensi a stare all'aperto.

"Stando a quanto sappiamo finora, è più facile mantenere bassi i numeri in questa stagione rispetto all'autunno e all'inverno", le parole di Helge Braun, capo dello staff di Angela Merkel.