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La guerra dell'acqua fra Messico e Stati Uniti

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Si rifiutano di dare altra acqua agli Stati Uniti.

Sono contadini messicani di Chihuahua e da mesi sono sul sentiero di guerra per impedire al loro Paese di fornire 378 milioni di metri cubi d'acqua agli Stati Uniti, come previsto da un vecchio accordo bilaterale.

I contadini denunciano che rinunciare a quell'acqua, in un anno di grande siccità come questo, significherebbe firmare la propria condanna a morte.

Dice uno di loro: "È la verità. Noi dipendiamo totalmente da quel liquido, è come se stessimo risparmiando in modo che altri vengano e si prendano i nostri risparmi".

L'Accordo della Discordia, firmato nel 1944, regola il modo in cui Stati Uniti e Messico dovrebbero condividere l'acqua dei fiumi Rio Grande e Colorado. In base al patto, gli Stati Uniti accettano di fornire 1850 milioni di metri cubi di acqua del fiume Colorado al Messico ogni anno.

In cambio, il Messico dà al suo vicino settentrionale un terzo del flusso del Rio Bravo in un'unica soluzione ogni cinque anni.

Il problema è che il quinquennio sta per scadere e il Messico vuole prelevare l'acqua che ancora deve alla diga di La Boquilla, che secondo i dati ufficiali è a poco più del 30% della sua capacità.

I contadini della zona hanno occupato la diga. Una donna morta dopo gli scontri con la polizia. Dice un amministratore: "Non vogliamo la violenza, vogliamo il dialogo, ma ci sono due cose che non possiamo negoziare: ritirare la guardia nazionale e l'esercito dalla struttura idro-agricola di Chihuahua e chiudere questi stabilimenti e non continuare ad estrarre acque concessionarie".

Il presidente messicano López Obrador incolpa gruppi eversivi per l'agitazione e avverte che se la quota non viene consegnata, gli Stati Uniti potrebbero rivalersi con dazi commerciali.

La pressione è in aumento, mentre gli agricoltori dicono di voler solo salvare i raccolti.