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Il nuovo realismo del cinema portoghese. Torna Basil da Cunha con la "Fine del mondo"

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E' stato presentato in anteprima al Festival del Cinema di Locarno. “La fine del Mondo” è la nuova pellicola ambientata in Portogallo e diretta dal regista indipendente Basil Da Cunha, nato in Svizzera e poi trasferitosi a Lisbona.

Una storia di adolescenti in crisi, tra criminalità e degrado nelle periferie della città. Un film con attori non professionisti che cerca di raccontare le sfide che la nuova generazione dei quartieri devono affrontare, quasi in stile Gomorra. "I tre protagonisti che ho scelto sono ragazzini che ho visto crescere, sono figli di miei amici, racconta il regista. Ho pensato che fosse importante raccontare la realtà che vivono e rendere omaggio al nostro quartiere, Reboleira, che sta scomparendo."

Un film che sa di realismo. Storie di ragazzi perduti, che entrano ed escono di galera. Vite borderline, ai margini della società. Alla ricerca però di un riscatto finale. Basil da Cunha ha voluto girare il film in uno dei bassifondi di Amadora, percè in fondo il cinema serve anche a questo. A far conoscere le comunità che vivono nell’ombra.

Il regista, 35enne, vive da oltre un decennio a Reboleira, Amadora, una casa di accoglienza in un quartiere illegale e clandestino, che è stato l'ambientazione anche di altri dei suoi film, come il suo primo "lungometraggio" "Até ver a luz" (2013). La pellicola segna il debutto di diversi giovani attori, residenti a Reboleira, tra cui Michael Spencer, Marco Joel Fernandes e Alexandre da Costa Fonseca. Questo docu-film è stato sostenuto da tutto il quartiere, dalla comunità capoverdiana, che ha visto in questa esperienza, un’opportunità per far conoscere al Portogallo i problemi reali.

"La fine del mondo”, esce al momento, in una ventina di sale portoghesi. In attesa di una distribuzione internazionale.