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Libano, il premier Conte in visita a Beirut: quale ruolo dell'Italia nel Paese dei Cedri?

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Giuseppe Conte in Libano
Giuseppe Conte in Libano   -   Diritti d'autore  ANWAR AMRO/AFP or licensors
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A poco più di un mese dall'esplosione al porto di Beirut, il premier Giuseppe Conte mette piede in Libano per ribadire il ruolo italiano nella ricostruzione della squassata società libanese.

Cosa è cambiato dalla deflagrazione che ha innescato la crisi politica? È saltato il premier Diab e l'incarico a formare il governo è stato affidato a Mustapha Adib, che ha raccolto il sostegno di Hezbollah e dei suoi alleati, oltre che quello del “Movimento del Futuro” dell’ex primo ministro Saad Hariri. La sollecitazione a portare avanti il programma di riforme arriva anche dal Presidente del Consiglio, che ribadisce il supporto alla ripartenza.

L'Italia continuerà a contribuire e a fornire un forte sostegno alla stabilità e alla crescita socio-economica del Libano
Il premier Giuseppe Conte

Nell'ambito della missione "Emergenza Cedri", Conte ha visitato i luoghi dell'esplosione, che ha provocato 192 morti.
In agenda anche la tappa sulla nave San Giusto, partita da Brindisi con a bordo assetti della Marina Militare e dell’Esercito. Oltre 500 militari, 2 navi con elicotteri imbarcati, un ospedale da campo con personale specializzato dell’Esercito, della stessa tipologia di quello impiegato in Italia durante l’emergenza Covid, assetti per la rimozione delle macerie, nuclei CBRN, 1 assetto per trasporto in biocontenimento anche in elicottero, un team del Gruppo Operativo Subacquei del Comsubin con capacità EOD per la bonifica di ordigni esplosivi e CIED per il contrasto ordigni esplosivi improvvisati, supporto idrografico per i rilievi nel porto a seguito dell’esplosione, un velivolo C-130 dell’Aeronautica Militare.

L'altro passaggio è stato all'ospedale da campo italiano, parte dell'operazione di sostegno al Libano “Emergenza Cedri”.
Il premier ha incontrato il Presidente della Repubblica, Michel Aoun, il Presidente del Parlamento, Nabih Berri, il presidente del Consiglio incaricato, Mustapha Adib, e quello dimissionario, Hassan Diab, .

La missione di pace dell'Italia in Libano

A Beirut l'Italia di Conte può dire la sua, anche in forza della presenza decennale nel Paese. Attualmente sono oltre 1.000 soldati italiani di stanza presso il contingente UNIFIL: un apporto all'operazione di peacekeeping che funge da forza di interposizione tra Hezbollah e Israele.
Le tensioni tra lo Stato ebraico ed Hezbollah sono un pesante fattore di instabilità: nel 2006, dopo uno scontro tra Hezbollah e Israele, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu approvò la Risoluzione 1701 ed estese il numero di truppe di stanza presso l’UNIFIL a 13.000 soldati. Ora sono presenti nel Paese circa 10.000 unità attive.

Italia secondo partner commerciale del Libano

L’Italia, che apre al dialogo tra tutte le confessioni, è anche il secondo partner commerciale del Libano, il primo a livello europeo, con un ruolo di leadership in alcuni settore-chiave come idrocarburi, i prodotti chimici e materiali da costruzione.

In questo contesto, il Libano è Paese strategico nello scacchiere geopolitico con il nuovo protagonismo in Libia della Turchia e le potenziali fonti di attrito legate al rafforzamento dell'asse israeliano, sponsorizzato da Trump e recepito dagli Emirati Arabi. L'Italia vuole dunque giocare a tutto campo là dove anche la Francia dispiega i suoi interessi sia politici che economici.