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Caso Jacob Blake: i Milwaukee Bucks boicottano gara-5, la Nba si ferma

Il parquet vuoto dove avrebbero dovuto sfidarsi Bucks e Magic
Il parquet vuoto dove avrebbero dovuto sfidarsi Bucks e Magic   -   Diritti d'autore  AP Photo/Ashley Landis, Pool
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Il caso Jacob Blake sconvolge i piani della Nba. Salta gara 5 di Milwaukee-Orlando, che si sarebbe dovuta giocare nella "bolla di Orlando" questo mercoledì alle 22 ora italiana. E saltano anche le altre partite della giornata, valide per i playoff del massimo campionato di basket americano.

I Bucks decidono di boicottare l'incontro e non scendono in campo, per protestare contro la brutalità della polizia nei confronti degli afroamericani. Una realtà finita mondialmente sotto la luce dei riflettori a fine maggio, con la morte di George Floyd in Minnesota.

Ma a convincere la franchigia del Wisconsin a restare negli spogliatoi è il recente caso del 29enne Blake, rimasto paralizzato dopo essere stato colpito alla schiena ripetutamente dai proiettili delle forze dell'ordine a Kenosha. Un incidente che ha riacceso le proteste negli Stati Uniti, durante le quali sono morte due persone e una terza è rimasta ferita.

Alex Lasry, vicepresidente dei Bucks, ha twittato: "Alcuni valori sono più grandi del basket. La posizione assunta oggi dai giocatori e dall'organizzazione dimostra che siamo stufi. Quando è troppo è troppo. Il cambiamento deve avvenire. Sono incredibilmente orgoglioso dei nostri ragazzi e siamo al 100% con i nostri giocatori pronti ad assisterli e a portare avanti un vero cambiamento".

Nelle ultime ore diversi giocatori e allenatori Nba avevano espresso rabbia per l'ennesimo caso di violenza da parte delle forze dell'ordine contro un afroamericano. Oggi i Bucks sono andati oltre, con un gesto che di certo passerà alla storia dello sport. E forse non solo di quello.