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Migranti: la Sea Watch 4 torna a presidiare il Mediterraneo

Migranti: la Sea Watch 4 torna a presidiare il Mediterraneo
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Di Euronews
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Riprendono le missioni di salvataggio in mare delle Ong dopo lo stop di luglio. Assicurate rigide misure preventive anti Covid

Pronta a lasciare il porto di Burriana in Spagna: la Sea Watch 4 torna in mare per la missione congiunta di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo, dove dall'inizio di luglio non operano più navi umanitarie. Lo hanno annunciato Medici senza Frontiere e l'ong tedesca Sea Watch, che hanno definito vitale la necessità di un presidio che attualmente non esiste.

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Hannah Wallace Bowman, responsabile della comunicazione della missione, spiega le difficoltà riscontrate: "Un certo numero di imbarcazioni di soccorso delle Ong sono state trattenute per inconsistenti motivi tecnici, per cui attualmente non ci sono altre imbarcazioni di ricerca e salvataggio nel Mediterraneo centrale".

L'ultima nave di ritorno dal Mediterraneo centrale, la Ocean Viking, noleggiata da SOS Méditerranée, è sbarcata in Sicilia all'inizio di luglio con 180 migranti, prima di essere trattenuta dalle autorità italiane per "motivi tecnici".
La crisi sanitaria innescata da Covid è stata poi l'ennesimo freno alle missioni. Le Ong assicurano rigide misure preventive, come rimarca Barbara Deck, coordinatrice del progetto medico: "Tutti i membri dell'equipaggio sono sottoposti a 7 giorni di quarantena, e devono avere un test negativo prima dell'imbarco, inoltre avremo un monitoraggio giornaliero della temperatura di tutto l'equipaggio, e una volta imbarcati i soccorsi, faremo un triage immediato che includerà la presa di temperatura di tutti i nostri soccorsi".

Il 2020 è segnato da una ripresa dei viaggi della speranza nel Mediterraneo centrale, la rotta migratoria più mortale del mondo. Tra l'inizio di gennaio e la fine di luglio, i tentativi di traversata dalla Libia sono aumentati del 91% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con oltre 14.000 persone che hanno preso il mare. I tentativi provenienti dalla Tunisia sono saliti, con 10.174 persone interessate, con un aumento del 462%.

"Le partenze sono esplose durante la crisi sanitaria, anche se non c'erano Ong nel Mediterraneo centrale - ha detto ad AFP Vincent Cochetel, emissario dell'UNHCR per il Mediterraneo centrale - così si vede che non c'è l'effetto traino, spesso invocato per opporsi all'azione delle Ong.

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