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La ricostruzione di Beirut passa per Parigi, al via conferenza dei donatori

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Macron Emmanuel
Macron Emmanuel   -   Diritti d'autore  Christophe Simon/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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ll mondo deve agire in fretta e con efficacia" per aiutare il Libano. Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron aprendo la conferenza internazionale dei donatori da lui voluta per aiutare Beirut dopo la devastante esplosione del 4 agosto. "Il caos non deve vincere", ha detto Macron. Macron ha sottolineato che "il caos e la violenza non devono vincere".

"L'obiettivo di oggi è agire in fretta e in modo efficace per coordinare i nostri aiuti in modo che arrivino al popolo libanese", ha detto ancora il presidente francese. Ha poi ha rivolto un appello alle autorità del Libano a fare in modo che il Paese "non sprofondi" e a "rispondere alle richieste della popolazione che manifesta pacificamente nelle strade di Beirut". Aprendo la conferenza dei donatori per raccogliere fondi in favore del Libano Macron ha invitato tutti a evitare che "la violenza e il caos prevalgano".

L'obiettivo di oggi è agire in fretta e in modo efficace per coordinare i nostri aiuti in modo che arrivino al popolo libanese
Il presidente francese Emmanuel Macron

La Commissione europea donerà altri 30 milioni di euro al Libano per affrontare le prime necessità del post esplosione. Lo ha annunciato il rappresentante dell'Ue, Janez Lenarcic, alla conferenza. E proprio attraverso le agenzie delle Nazioni unite saranno distribuiti gli aiuti europei. La somma si va ad aggiungere agli altri 33 milioni annunciati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen giovedì in una telefonata col presidente libanese.

"L'Ue ha aiutato il Libano subito dopo l'esplosione mobilitando centinaia di soccorritori e inviando a Beirut equipaggiamento medico", ha detto il commissario ringraziando tutti i Paesi europei che hanno manifestato solidarietà.

Anche papa Francesco aveva rivolto un appello alla comunità internazionale perché dia un generoso aiuto. "In questi giorni il mio pensiero torna spesso al Libano", ha detto il Papa all'Angelus salutando un gruppo di libanesi a piazza San Pietro con le loro bandiere. "La catastrofe di martedì scorso chiama tutti, a partire dai libanesi, a collaborare per il bene comune di questo amato Paese. Il Libano ha un'identità peculiare frutto dell'incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello di vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, lo sappiamo, ma prego perché, con l'aiuto di Dio, e la leale partecipazione di tutti questa possa rinascere libera e forte".

E Donald Trump chiede una inchiesta "trasparente" sulle esplosioni a Beirut, riferisce la Casa Bianca.

Al Libano serviranno 117 milioni di dollari nei prossimi tre mesi per rispondere alla crisi generata dalla devastante esplosione: la stima è dell'Onu in una bozza dell'Emergency response framework' (Efr). In particolare serviranno subito 66,3 milioni di dollari da elargire alle strutture sanitarie che hanno accolto i feriti, ai rifugi di emergenza per chi è rimasto senza casa, alle organizzazioni che si occupano di distribuire il cibo e a quelle che gestiscono la prevenzione e l'ulteriore diffusione del Covid-19.

Nella fase 2, spiega il documento dell'Onu dovranno essere stanziati 50,6 milioni di dollari per ricostruire infrastrutture pubbliche ma anche case e per prevenire la diffusione di malattie. Secondo le Nazioni Unite almeno 15 strutture sanitarie, inclusi tre grandi ospedali, sono stati gravemente danneggiati nell'esplosione e oltre 120 scuole potrebbe chiudere privando delle lezioni circa 55.000 bambini.

Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha annunciato che la Germania donerà al Libano 10 milioni di euro. "I cittadini hanno bisogno del nostro aiuto, hanno bisogno di speranza", ha dichiarato il ministro al quotidiano Bild am Sonntag.

Intanto la ministra dell'Informazione libanese, Manal Abdul Samad, ha annunciato le sue dimissioni, secondo quanto riferiscono i media libanesi. Si tratta delle prime dimissioni di un membro dell'esecutivo del primo ministro Hassan Diab dopo l'esplosione di martedì, che ha provocato oltre 159 morti e 6.000 feriti e un'ondata di proteste popolari.