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ITER: il progetto che fa sognare gli scienziati e promette una nuova fonte di energia pulita

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Il lancio della fase di assemblaggio della macchina di fusione nucleare "Tokamak" del reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)
Il lancio della fase di assemblaggio della macchina di fusione nucleare "Tokamak" del reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER)   -   Diritti d'autore  CLEMENT MAHOUDEAU / AFP
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È qui, a Cadarache, che gli scienziati di tutto il mondo daranno forse vita al più potente reattore a fusione nucleare mai realizzato. Su un campo di 380 ettari, vicino ad Aix-en-Provence, nel sud della Francia, il progetto denominato ITER mira a riprodurre i processi che avvengono nel sole, inducendo la fusione nucleare tra atomi di idrogeno.

Il risultato è una nuova fonte di energia pulita, senza emissioni di carbonio. E proprio nel momento in cui si combatte contro il riscaldamento globale, raggiungere questo obiettivo sarebbe la realizzazione di un sogno per il mondo scientifico.

Il progetto, lanciato nel 2006, riunisce più di 30 Paesi: 27 dell'Unione Europea, che apportano il 45% dei finanziamenti del programma, oltre a India, Giappone, Corea del Sud, ma anche Cina, Russia e Stati Uniti, che insieme contribuiscono al 9%.

I componenti della macchina - particolarmente costosi e pagati dai Paesi coinvolti nel progetto - sono stati consegnati negli ultimi mesi. Ora può iniziare la fase di montaggio.

"All'inizio sembra sempre che gli ostacoli siano più grandi della volontà di creare e progredire, ma ITER si ricollega allo spirito di scoperta e di ambizione", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron, in un messaggio durante la cerimonia.

E ce ne sono di ostacoli da superare! Ma i leader chiedono pazienza ed evidenziano i vantaggi: l'impianto avrebbe infatti un rischio minore di incidenti nucleari e non produrrebbe rifiuti ad alta attività, al contrario della classica energia nucleare, come spiega Akko Maas, fisico olandese: "Il combustibile non è radioattivo, le scorie nemmeno, ma essendo il processo nucleare, la macchina diventa radioattiva, ovviamente. Ma è comunque un processo che può essere gestito, perché la radioattività è bassa o media".

Diversi scienziati e associazioni ambientaliste non hanno esitato a criticare il costo esorbitante dell'impianto: già 20 miliardi di euro spesi, per un progetto che non soddisferà l'urgente necessità di ridurre in tempi brevi l'uso di combustibili fossili.

Ma ITER è visto come un'opportunità per portare una nuova e abbondante fonte di energia: "Le energie rinnovabili hanno i loro limiti: l'intermittenza e la disponibilità", dichiara ai nostri microfoni Bernard Bigot, amministratore delegato di ITER. "Qualunque sia il progresso nello stoccaggio dell'energia, nel risparmio energetico, con una popolazione di quasi 10 miliardi di persone, abbiamo bisogno di un complemento adeguato".

Una fonte di energia abbondante e senza carbonio. Questo progetto fa sognare, ma ha subito anche dei ritardi. E mentre la riduzione della quota di energia fossile è una priorità per molti governi, l'impianto potrebbe non essere in grado di fornire energia a centinaia di migliaia di famiglie almeno fino al 2040.