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Spaventa il covid in Romania, sempre più nuovi casi

La Romania, il paese balcanico più colpito dalla pandemia
La Romania, il paese balcanico più colpito dalla pandemia   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Nuovo record di contagi in Romania: nelle ultime 24 ore si sono registrati 1.112 nuovi contaminazioni da coronavirus, con il totale che viaggia verso i 42.000 casi totali. Come riferiscono le autorità sanitarie altri 25 decessi hanno portato a 2.126 il numero delle vittime.

Il paese balcanico più colpito

La Romania resta il Paese dei Balcani maggiormente colpito dall'epidemia di covid-19, e finora quello che ha effettuato il maggior numero di test, oltre un milione. Nonostante la nuova legge sulla quarantena approvata dal Parlamento rumeno ed entrata in vigore il 21 luglio. Il Primo Ministro e il Ministro della Sanità hanno comunicato ai capi delle Direzioni sanitarie pubbliche in tutto il paese e a Bucarest le misure immediate che devono prendere nei confronti delle persone infette da SARS-CoV-2. I rappresentanti del governo hanno annunciato che le prossime saranno due settimane molto difficili e hanno chiamato i medici a fare volontariato dove necessario. Hanno anche chiesto ai medici di famiglia di prendere parte alle indagini epidemiologiche al fine di trovare le persone infette.

Riesaminare i guariti

Fra le misure che la direzione sanitaria ha richiesto c'è il riesame delle persone guarite e coloro a cui è stato diagnosticato il COVID-19, ma hanno rifiutato di farsi ospedalizzare perchè asintomatici. Nelle ultime settimane, oltre 1.000 pazienti contaminati sono stati dimessi su richiesta e quasi 3.700 rumeni diagnosticati non sono stati ammessi negli ospedali. Potrebbero essere stati loro i vettori di diffusione dell'infezione. Peraltro tutte le persone che sono risultate positive saranno obbligatoriamente ricoverate in ospedale per almeno 48 ore. Dovranno anche sottoporsi ai trattamenti sebbene alcune delle misure coercitive possano essere contestate in tribunale.

Tutto il sistema sanitario mobilitato

I pazienti che richiedono un trattamento in terapia intensiva verranno trasferiti negli ospedali designati COVID-19 che sono meno affollati. Gli operatori sanitari sono a disposizione e potranno essere inviati d'ufficio dal dirigente sanitario là dove sono necessari, in particolare presso le direzioni della sanità pubblica, negli ospedali o nei reparti mobili delle ambulanze. Riceveranno un bonus del 50% e un'indennità giornaliera.

Il ruolo dei medici di famiglia e gli aiuti esteri

I medici di famiglia monitoreranno l'evoluzione dei pazienti isolati e saranno cooptati per gestire le indagini epidemiologiche. Inoltre, gli specialisti impiegati dalle Direzioni per la sanità pubblica saranno obbligati ad accelerare tali indagini e a completarle in un massimo di 24 ore. Adesso c'è anche l'aiuto di alcuni medici tedeschi. Si tratta di un team di pneumologi dell'ospedale Siloah di Pforzheim, nella Germania sud-occidentale che si sono temporaneamente trasferiti nella città rumena di Brasov per dare il loro contributo nella lotta contro il coronavirus.