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Operazione Irini nel Mediterraneo: la "San Giorgio" è nave ammiraglia

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Operazione Irini nel Mediterraneo: la "San Giorgio" è nave ammiraglia
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L'Italia fa la sua parte.

Da questo venerdi, la nave "San Giorgio" della Marina Militare Italiana entra nell'operazione "EunavforMed Irini" come nave ammiraglia.

Oltre al San Giorgio, "Irini" può contare sulla fregata greca Spetsai e sugli aerei da pattugliamento marittimo francese, greco, lussemburghese, polacco e tedesco già attivi nell'area.

Uomini, mezzi, appoggio e supporto

La nave italiana ha a bordo un elicottero EH 101 e una squadra speciale della Brigata marina San Marco, idonea a svolgere abbordaggi anche in caso di atteggiamento non cooperativo da parte del mercantile da ispezionare.

L'Italia fornisce all'operazione anche un aereo a pilotaggio remoto in supporto diretto oltre alle basi militari logistiche e operative di Augusta, Pantelleria e Sigonella.

L'Unione fa la forza

In totale sono una ventina i paesi dell'Unione Europea che hanno aderito, con uomini e mezzi, alla missione "Irini", che in greco significa pace.

Erede della precedente operazione Sophia, "Irini" ha come compito principale il pattugliamento e il controllo del Mar Mediterraneo, in particolare per applicare l'embargo alle armi nei confronti della Libia.
Altra sua attività fondamentale è lo smantellamento delle reti di traffico e tratta di esseri umani.

L'Ammiraglio Fabio Agostini è il Comandante dell'operazione.

"Partita effettivamente solo da due mesi, Irini ha già prodotto i primi risultati in termini di raccolta di informazioni ed effetto deterrente sia riguardo all'embargo delle armi che al monitoraggio dei traffici illeciti di petrolio e derivati".
Ammiraglio Fabio Agostini
Comandante operazione "Irini"

➡️ Sito ufficiale Operazione "Irini"

Una pianificazione rapidissima

L’Operazione "Irini" è stata pianificata in pochissimo tempo e lanciata il 31 marzo a seguito di una decisione del Consiglio dell’Unione Europea. Il compito principale è quello di far rispettare l’embargo delle armi verso la Libia previsto dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Tra i suoi compiti secondari c’è anche il monitoraggio e la raccolta di informazioni sul traffico illegale di petrolio.
La missione contribuisce, inoltre, allo smantellamento del traffico di esseri umani e supporta la formazione della Guardia Costiera e Marina libica.
Quest'ultimo ruolo, in realtà, non nè ancora operativo, perchè in ancora corso la discussione sul nuovo accordo.

Il Comandante dell’Operazione (Operation Commander) è l’Ammiraglio Fabio Agostini.
Rappresenta il livello militare-strategico dell’Operazione e svolge i suoi compiti dal Quartier Generale situato presso il Comando Operativo di Vertice Interforze (COI) di Centocelle, Roma.

L'Ammiraglio Fabio Agostini.

Il Comandante in mare (Force Commander) è invece il responsabile a livello operativo e tattico degli assetti aero-navali dispiegati nell’aerea di operazione nel Mediterraneo Centrale e agisce sotto la guida dell’Operation Commander.
Nella carica del Force Commander si alterneranno, su base semestrale, Italia e Grecia.

Cos’è la nave ammiraglia?

La nave ammiraglia ("Flagship") è l’unità navale su cui è imbarcato il Force Commander con il suo staff.
Con l’alternarsi del Comandante in mare anche la nave ammiraglia si alternerà.
Il Force Commander greco sarà quindi imbarcato su un’unità della Marina ellenica.

SatCen

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