ULTIM'ORA
This content is not available in your region

La diplomazia dell'Ue critica Pechino a voce tenue

La diplomazia dell'Ue critica Pechino a voce tenue
Dimensioni di testo Aa Aa

Sulla questione di Honk Kong, al momento, i ministri degli esteri dell'Unione europea preferiscono seguire una linea attendista nei confronti della Cina.

Certamente, Bruxelles, chiede a Pechino di rispettare i patti alla base della restituzione dell'ex colonia britannica alla sovranità cinese. Ma il consiglio non precisa quali sarebbero le conseguenze politiche per la Cina se non dovesse ascoltare quanto richiesto dall'Unione europea.

Spiega Josep Borrell, il capo della diplomazia dell'Ue:

"Il nostro messaggio ha un valore doppio. In primo luogo, si rivolge ai cittadini di Hong Kong: Sosteniamo l'autonomia dei loro territori (rispetto alla Repubblica popolare) e le loro libertà fondamentali. Per questo continueremo a stare con il popolo di Hong Kong. Il comportamento cinese cambia le regole, e questo ci impone di cambiare il nostro atteggiamento. E condizionerà le nostre relazioni".

Chiaramente Borrell si riferisce ai patti sottoscritto dalla Repubblica popolare cinese con il Regno Unito, per la cessazione del dominio coloniale britannico la restituzione dell'enclave alla Cina.

Secondo i trattati, i cittadini di Hong Kong dovrebbero disporre di un'autonomia marcata rispetto al resto della territorio cinese. Soprattuttoper quantio rigurad i diritti ndividuali, quielli civili e l'amministrazione della giustizia.

Pechino ha progressivamente compresso tali diritti.

La Svezia si è unita a Francia e Germania nel richiedere un intervento più deciso nei confronti della Cina. Chiedono di ampliare l'embargo sull'export di prodotti che possono esser utlizzati per politiche o azioni repressive. Altre misure proposte, sono la possibilità di garantire agli attivisti lo status di rifugiati e consentire a un più gran numero di studenti di Hong Kong di fare i loro studi nell'Ue.