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UK: Birra, lista dei clienti e disinfettante, questo weekend si torna al pub

L'interno di un pub di Londra
L'interno di un pub di Londra Diritti d'autore Frank Augstein/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Frank Augstein/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
Di Gioia SalvatoriAp
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La difficile sfida di conciliare tasso alcolemico e regole in uno dei luoghi simbolo del Regno Unito; il primo ministro invita tutti alla prudenza

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Cosa sarebbe la Gran Bretagna senza i suoi pub? Costretti alla chiusura durante il periodo di confinamento, riaprono i battenti questo sabato; la prova del deconfinamento si pronuncia difficile perché, si sa, tasso alcolemico e rispetto delle regole non vanno d'accordo. 

Eppure i britannici e i turisti che presto potranno tornare ci dovranno provare: a disinfettarsi le mani, a non accalcarsi, a entrare massimo in gruppi di sei, a tenere i tavoli a un metro di distanza e, ma questa misura non è obbligatoria, magari a mettersi la mascherina. Inoltre: chiusura obbligatoria il venerdì a mezzanotte, divieto di ogni attività fino alle 6 di sabato mattina e massimo 30 clienti nel locale, sono altre regole. (Questo sabato tornano a lavorare anche musei, gallerie d’arte, cinema, pub, ristoranti e parrucchieri. Restano ancora chiusi nightclub, saloni di bellezza, palestre e centri congressi o fieristici).

I gestori dei pub quindi avranno un bel da fare: dovranno garantire il servizio al tavolo, addio al rito della pinta al bar troppo rischioso per la salute. Inoltre dovranno prendere i nomi di tutti i loro clienti e mantenerli per 21 giorno per garantire la tracciabilità in caso di nuovi contagi. Un compito arduo secondo Tim Sheehan, comproprietario di Franklins, pub e ristorante nel sud est di Londra, si chiede come dovrà verificare la salute o l'identità di qualcuno.

"Quanti Mr. e Mrs. Presley avremo? E come fai a fare domande personali ai clienti?"

È anche preoccupato che sia "come il capodanno" in alcuni pub, in particolare quelli con una clientela più giovane, e che i modelli di distanza sociale "escano dalla finestra" dopo qualche bicchiere di troppo. 

L'invito di Johnson alla prudenza

In una conferenza stampa in primo ministro ha parlato della riapertura di pub e ristoranti "La quarantena ha funzionato perché tutti abbiamo collaborato. La riapertura funzionerà ugualmente solo se tutti lavoreremo insieme - ha detto Boris Johnson definitivamente convertitosi alla massima prudenza - Non siamo ancora fuori dal pericolo".

Mai come in tempo di Covid-19 si è parlato tanto di regole, del loro rispetto e dell'identità perduta dei luoghi. Siamo certi che davvero tutto si possa inquadrare in norme scritte? Anche una serata alcolica? "Il consiglio è essenzialmente di usare il buon senso", ha dichiarato Jon Cross, un contabile di 40 anni nel nord di Londra a cui piacerebbe  frequentare il suo pub preferito se non fosse troppo affollato.

Le linee guida sono le stesse, qualunque sia la dimensione del pub ma le sfide sono probabilmente molto diverse per un posto grande e per un caratteristico pub di campagna come The George a Burpham, nascosto tra una chiesa e un campo da cricket nell'Inghilterra meridionale. 

Ovviamente per i piccoli locali dei borghi la sfida è più dura e speriamo che il Covid-19 non spazzi via un pilastro della cultura inglese, specialmente nelle aree rurali.

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