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Il Parlamento UE dice: Black Lives Matter e una commissione "tutta bianca" discuterà di razzismo

Ursula von der Leyen e la sua squadra di governo. In oltre 60 anni non c'è mai stato un commissario di colore
Ursula von der Leyen e la sua squadra di governo. In oltre 60 anni non c'è mai stato un commissario di colore   -   Diritti d'autore  Jean-Francois Badias/Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved.
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Dopo la morte di George Floyd, gli scontri negli Stati Uniti e le manifestazioni di piazza nel Vecchio Continente, le istituzioni europee affrontano non solo la questione del razzismo negli USA, ma anche all'interno della stessa "bolla di Bruxelles".

Venerdì sera il Parlamento di Strasburgo, riunito in plenaria, ha approvato una risoluzione che, nel suo primo punto, afferma "Black lives matter" e condanna ogni forma di discriminazione anche nel nostro continente.

A battersi per la sua approvazione è stata l'eurodeputata svedese Alice Bah Kuhnke, una delle sei europarlamentari di colore di tutto l'emiciclo.

"Il razzismo si verifica in ogni paese del mondo. La brutalità della polizia colpisce in modo sproporzionato i neri ed è realtà anche in Europa", dice a Euronews Bah Kuhnke. "Nella UE manca ancora una legislazione contro la discriminazione al di fuori del luogo di lavoro. Questa risoluzione è un modo vitale per fare pressione sull'UE affinché adotti una legislazione adeguata e sostenga le buone pratiche contro il razzismo e la discriminazione. In qualità di relatore della Direttiva Anti-discriminazione, chiedo al Consiglio e alla Commissione di sbloccarla immediatamente".

La proposta è ferma infatti dal 2008.

La risoluzione esprime preoccupazione anche per i casi di "estremismo di estrema destra in seno alle forze di sicurezza" in Europa, chiede alla Commissione e agli Stati Europei misure per combattere il fenomeno della profilazione razziale ed implementare una raccolta dati che permetta di capire e, di conseguenza, combattere meglio i fenomeni discriminatori.

Il documento, voluto dal gruppo dei Verdi - Alleanza Libera Europea, è stato discusso prima mercoledì, in presenza del Consiglio e della Commissione, ed è stato votato a Strasburgo venerdì sera: 493 eurodeputati favorevoli, 104 contrari e 67 astenuti.

Nella mozione si legge che la schiavitù è un crimine contro l'umanità. Proprio ieri, il 19 giugno, correva l'anniversario dell'abolizione della schiavitù negli USA.

Durante il dibattito di mercoledì, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha apertamente riconosciuto l'assenza di diversità razziale ed etnica all'interno delle istituzioni.

"Guardiamoci intorno, qui, proprio in questo emiciclo. La diversità della nostra società non è rappresentata. Sono la prima ad ammettere che le cose non vanno meglio né nel Collegio dei Commissari, né tra il personale della Commissione europea".

Il Collegio dei Commissari, che sovrintende alle politiche dell'UE, è composto da 27 membri, uno per ogni Paese dell'UE. Tutti i membri del team von der Leyen sono bianchi.

In oltre 60 anni di storia, non è mai stato nominato un commissario UE di colore.

E così settimana prossima i leader tutti bianchi della Commissione europea si riuniranno intorno ad un tavolo per un "dibattito strutturato sul razzismo"; un dibattito che secondo un ex eurodeputato britannico di origini somale, Magid Magid, così effettuato sarà "ridicolo".

La Commissione europea si è rifiutata di divulgare ulteriori dettagli di quanto verrà discusso mercoledì prossimo.

Dopo Brexit, nel Parlamento europeo gli europarlamentari BME (Black and Minority Ethnic) sono appena 28 su 705, meno del 4%, evidenzia l'European Network Against Racism (Enar).

Tuttavia, a livello europeo le minoranze etniche costituiscono il 10% della popolazione.

La presidente dell'Enar, Karen Taylor, accoglie con favore l'annuncio di von der Leyen segnalando però che il dibattito dovrebbe andare ben al di là della mera questione di rappresentanza. Il razzismo è "strutturale" all'interno delle istituzioni UE e degli Stati membri, dice Taylor a Euronews.

Non è raro che, a Bruxelles e Strasburgo, i politici di colore si trovino spesso ad essere "L'Unica Persona Nera nella Stanza": mentre funzionari e parlamentari prevalentemente bianchi discutono di leggi e dossier, moltissimi fra camerieri e addetti alle pulizie appartengono a una minoranza etnica.

Nel contesto delle proteste di George Floyd, ha sottolineato Taylor, l'annuncio di un dibattito a livello di Commissione sembra quantomeno "opportunistico".

"Non sembra una conversazione onesta: abbiamo spinto per averla in passato e non c'è stata una risposta. Sarà quindi ancora più cruciale che la discussione avviata non sia solamente simbolica, ma che vi facciano seguito misure concrete", ha aggiunto Taylor.

Alcune delle questioni da affrontare nella "bolla di Bruxelles" riguardano l'inclusione di candidature di persone appartenenti a minoranze nere o etniche solamente in fondo alle liste elettorali, e l'assenza di una raccolta dati sulla diversità etnica nelle istituzioni europee.

Durante il dibattito plenario di mercoledì scorso, l'eurodeputata tedesca Pierrette Herzberger-Fofana ha dichiarato di essere stata vittima di violenza da parte della polizia il giorno prima, a Bruxelles. La standing ovation che è seguita al suo discorso l'ha commossa, ha detto a Euronews.

Venerdì, anche il Consiglio per i diritti umani dell'Onu ha adottato all'unanimità una risoluzione che condanna il razzismo sistemico e la violenza della polizia, ma dopo il ritiro di un riferimento specifico agli Stati Uniti.