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Dreamers, schiaffo della Corte Suprema a Trump

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I destinatari del DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) festeggiano davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, a Washington
I destinatari del DACA (Deferred Action for Childhood Arrivals) festeggiano davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, a Washington   -   Diritti d'autore  AP Photo/Manuel Balce Ceneta
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I Dreamers - figli di immigrati senza documenti venuti negli Stati Uniti da bambini - realizzano il proprio sogno. La Corte Suprema Usa ha bloccato la decisione di Donald Trump di cancellare il piano Daca (Deferred Action for Childhood Arrivals), creato nel 2012 dall'ex presidente Barack Obama, che vieta la deportazione di 650.000 giovani immigrati senza documenti. Un nuovo schiaffo al Capo di Stato su uno dei temi che gli sta più a cuore, quello dell’immigrazione.

Con cinque voti a favore e quattro contrari, l'Alta Corte ha concluso che Trump non ha seguito i meccanismi stabiliti dalla legge, quando ha revocato il DACA nel 2017.

L'inquilino della Casa Bianca ha definito "orribile" su Twitter la decisione della Corte, esortando gli americani a votare per lui alle elezioni di novembre. Ha poi annunciato, sempre sul social network, la stesura di una nuova lista di giudici conservatori dalla quale scegliere il prossimo giudice costituzionale, entro il primo settembre 2020.

Felicissimo, invece, il suo predecessore. “Otto anni fa proteggemmo dall’espulsione i giovani cresciuti come parte della nostra famiglia americana", ha cinguettato. "Possiamo sembrare diversi e venire da qualunque posto, ma ciò che ci rende americani sono i nostri comuni ideali”. Obama ha poi invitato a difendere quegli ideali, eleggendo il candidato dem Joe Biden e un Congresso democratico “che faccia il suo lavoro, protegga i Dreamers e crei un sistema davvero meritevole di questa nazione di immigrati una volta per tutte”.