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Ue: i guai di Apple nel mirino dell'Antitrust

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Ue: i guai di Apple nel mirino dell'Antitrust
Diritti d'autore  Gene J. Puskar/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved.
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Non è un provvedimento che coglie di sorpresa: la decisione della Commissione europea, che avvia due indagini antitrust su Apple, è una misura annunciata dopo la denuncia di Spotify per pratiche anticompetitive su App Store. A puntare il dito contro Apple anche un distributore di libri digitali: secondo il Financial Times, si tratta di Kobo.
In un anno circa l'Authority ha raccolto informazioni e dati di mercato, sentito operatori e soggetti interessati.
Un lavoro a cui è seguita l'apertura delle due istruttorie da parte della Commissione: un'indagine antitrust sul sistema di pagamenti digitali Apple Pay, un'altra per pratiche anticompetitive che riguardano il negozio digitale App Store.

"Apple sembra avere un ruolo chiave nella distribuzione di applicazioni e contenuti sui suoi smartphone e tablet", ha detto Margrethe Vestager, vice presidente della Commissione europea nonché responsabile della politica per la concorrenza, "dobbiamo assicurarci che Apple non distorca la concorrenza nei mercati in cui è in competizione" .

Il brand di musica online Spotify ha accolto con favore l'apertura di questa indagine formale, che fa seguito a una prima indagine preliminare avviata in seguito al suo reclamo nel mese di marzo. "Questo è un buon giorno per i consumatori", ha commentato il responsabile legale di Spotify, Horacio Gutierrez. Con il suo comportamento anticoncorrenziale, Apple ha volutamente svantaggiato i suoi concorrenti e ha privato i suoi utenti di una maggiore scelta per troppo tempo".

Il gigante californiano ha subito replicato di essere "deluso dal fatto che la Commissione europea si faccia carico di lamentele infondate, avanzate da una manciata di aziende che vogliono semplicemente approfittare della situazione senza pagare o giocare con le stesse regole del resto del mondo".

Nel dettaglio, e per quanto riguarda i sospetti sull'App Store, "l'indagine riguarda il duplice obbligo per gli sviluppatori di applicazioni di utilizzare il sistema di acquisto integrato e di non informare gli utenti di iPhone e iPad che esistono altri modi più economici per fare acquisti al di fuori dell'applicazione", dice la Commissione sul suo sito web. Apple addebita una commissione del 30% su tutte le transazioni su applicazioni di terze parti. Se Bruxelles dovesse condannarla, darebbe il via libera agli sviluppatori di incoraggiare i loro clienti ad effettuare gli acquisti al di fuori dell'ecosistema Apple: una decisione che potrebbe avere importanti conseguenze finanziarie per l'azienda Apple.

Bruxelles è anche interessata alle condizioni e alle restrizioni imposte da Apple alle applicazioni per l'utilizzo del suo sistema di pagamento integrato Apple Pay. È particolarmente preoccupata del fatto che il sistema "tap & go", che permette di pagare con il semplice tocco di un dito, sia riservato ad Apple Pay su tutti i suoi terminali mobili. Verranno inoltre esaminate le condizioni specifiche di utilizzo di questo sistema per i prodotti in diretta concorrenza con i prodotti Apple.