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Uruguay, omaggio alle vittime della dittatura militare

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Una installazione nel centro di Montevideo e una iniziativa solidale sul web. Così a causa della pandemia, l'Uruguay ha celebrato la Marcia del silenzio, che commemora le tremila persone uccise o fatte scomparire dalla dittatura militare tra il 1973 e il 1985. Per molti, come Anna Bordoli, pensionata, un appuntamento irrinunciabile. "Sono 25 anni che partecipo alla Marcia del Silenzio, per rendere omaggio ai desaparecidos, in particolare a una di loro, un'amica e suo marito, fatti scomparire a Buenos Aires", dice.

Dopo il colpo di stato del 1973, avvenuto nel quadro dell'Operazione Condor, un piano coordinato dagli Stati Uniti per contrastare i partiti di sinistra in tutta l'America latina, vennero creati gli Squadroni della morte in seno alle forze di polizia per combattere l'opposizione armata dei Tupamaros. Tornati alla democrazia nel 1985, gli uruguaiani nel 2009 elessero presidente Pepe Josè Mujica, in passato comandante guerrigliero.

La marcia virtuale di quest'anno è la prima dopo che i rappresentanti delle vittime dei desaparecidos hanno deciso di abbandonare la commissione per la verità istituita dal presidente Tabarè Vasquez, accusata di non voler far emergere la verità sulle complicità di cui ha goduto la dittatura.