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Coronavirus: a Parigi, meno "liberté" durante il deconfinamento

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Coronavirus: a Parigi, meno "liberté" durante il deconfinamento
Diritti d'autore  AP Photo/Michel Euler
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Parigi è ancora la stessa, senza bar, ristoranti, terrazze, musei o teatri?

La sera del primo giorno di deconfinamento la festa si è svolta sui marciapiedi e sulle rive del Canal Saint Martin - i Navigli alla francese, per intenderci - che sono stati evacuati dalle forze dell'ordine, come potete vedere nel tweet qui a fianco. Da allora tutto sembra essere tornato alla normalità.

L'alcool ora è proibito, per evitare gli apéros con gli amici. Le persone si incontrano comunque in questo luogo simbolo della movida parigina, ma a piccoli gruppi e a distanza di sicurezza.

Molti francesi hanno trovato inaccettabili questi assembramenti. Ma non tutti.

"Non eravamo tutti confinati allo stesso modo!", spiega una giovane parigina. "È più facile quando si ha un giardino, un barbecue, una piscina. Non credo che possiamo essere arrabbiati con gli abitanti di Parigi perché sono usciti, dopo 55 giorni rinchiusi nei loro minuscoli appartamenti!".

La polizia controlla che i gruppi non superino le 10 persone. Ma a un viale di distanza, alcuni residenti sono preoccupati. Ci sono raduni sul marciapiede, anche se le forze dell'ordine avevano già disperso la gente meno di un'ora prima. "Hanno evacuato qui e la gente se n'è andata. Ma come potete vedere, sono tornati", spiega ai nostri microfoni Delphine Martin, residente e membro del collettivo "Abitanti di Parigi X". "E' giusto che la polizia intervenga, malo fa solo una volta al giorno e dopo 15 minuti tutto è come prima".

La lotta tra governo e municipio per l'apertura dei parchi

Uno dei problemi principali di Parigi, una delle città più popolate al mondo, è che i parchi rimangono chiusi perché è zona rossa. Il governo si rifiuta di farli riaprire, nonostante il municipio insista che è una "questione di salute pubblica".

Abbiamo incontrato il vicesindaco, responsabile di parchi e giardini della città, Penelope Komites: "La salute fisica è importante, ma anche quella mentale è importante", ci dice. "Abbiamo aperto mercati, negozi. Ma non possiamo aprire ciò che è essenziale per la vita di tutti noi e cioè la natura, soprattutto dopo questi due mesi estremamente difficili".

Anche il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, chiede che le mascherine siano obbligatorie ovunque per le strade, come già successo a Nizza. Per il momento, sono obbligatorie solo sui mezzi pubblici.