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I trasporti pubblici alla prova del virus

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I trasporti pubblici alla prova del virus
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Come preprare una città di 1,4 milioni di abitanti a un'uscita dal blocco senza scatenare nuove ondate di contaminazioni?. In sintesi è quello che si chiedono le autorità di Lione, in Francia, in vista della ripresa delle attività. Per il momento la città appare deserta, senza turisti, e i trasporti pubblici per una volta senza code nè ressa. La mascherina potrebbe diventare obbligatoria nei luoghi pubblici, solo qualcuno tra i pochi viaggiatori di questi giorni già la usa."Credo sia normale usarle, ma il problema è che non tutti le trovano, è un altro discorso", commenta una passeggera. Secondo una'addetta chi ha una protezione davanti a naso e bocca non è la maggioranza: "Lavoro ogni giorno da quando è iniziato il blocco, e almeno una persona su due non la indossa".

A due settimane dal graduale riavvio le reti del trasporto pubblico stanno completando l'installazione di distributori di mascherine e di gel igienizante, e viene testato un dispositivo disinfettante senza contatto fisico. Tuttavia la sfida più difficile sarà quella del rispetto della distanza minima di un metro tra i passeggeri, tanto nelle stazioni quanto nei mezzi. Qualcosa che renderà impossibile il ritorno a scene normali solo due mesi fa.

Fouziya Bouzerda, presidente di Systral: "Lavoriamo per organizzare i flussi nelle stazioni, che saranno sensi unici, e per installare un sistema di messaggistica sonora. Degli operatori forniranno tutte le informazioni richieste, anche se non ci sarà un operatore su ciascun veicolo";

La città di Lione, dal canto suo ha messo a disposizione 2 milioni di mascherine affidate alla distribuzione parafarmaceutica. Guillaume Petit: "Con centinaia di passeggeri ogni ora, l'abbassamento del blocco pone già delle domande: ci saranno abbastanza maschere per tutti i passeggeri di metro e bus? Una possibile diversa soluzione sarebbe quella di incentivare l'uso di mezzi alternativi.

Come le biciclette a noleggio in self service, a Lione presenti da anni, e che sono destinate a crescere.

David Kimelfeld, presidente della Metropoli di Lione: "Mettiamo in atto quella che chiamamo urbanistica tattica: destiniamo alle biciclette anche provvisoriamente, acune corsie finora usate dalle automobili, e in certi casi allarghiamo i marciapiedi per favorire la circolazione pedonale".

Per ora, tra isolamento e telelavoro le reti locali di trasporto non stanno creando problemi. Ma la prospettiva di una ripresa, seppure lenta e progressiva, delle attività, dalla scuola agli uffici, dalle fabbriche ai cantieri, richiede un piano dettagliato a livello nazionale.