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Il presidente Mattarella s'inchina da solo davanti all'Altare della Patria per il 25 aprile

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Il presidente Mattarella s'inchina da solo davanti all'Altare della Patria per il 25 aprile
Diritti d'autore  Andrew Medichini/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Contenuto, più che scenografia, sostanza più che sfilata politica: anche questo è stato in Italia il 25 aprile del 2020 assediato dal virus. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è salito da solo sul podio dell'Altare della Patria per ricordare la vittoria contro il nazifascismo del 1945 che sradicò definitivamente dal paese quella dittatura alleata del nazismo che regalò agli italiani la stagione peggiore di tutto il Novecento.

Un momento scabro ed essenziale

Un omaggio quasi intimo, di una sobrietà assoluta in ricordo dei caduti per la Liberazione questo perché le tradizionali celebrazioni a causa dell'emergenza, erano state annullate. Il capo dello Stato avrebbe voluto infatti tenere il discorso per la Festa della Liberazione nel corso di una cerimonia in Toscana ma non è stato possibile. Con una scorta presidenziale ridotta al minimo e che peraltro non è salita con lui all'Altare della Patria, Mattarella non ha avuto ai suoi lati le autorità, civili e militari, non c'era il seguito presidenziale né il cerimoniale.

Bella Ciao

In pieno lockdown l'Associazione Nazionale Partigiani Italiani aveva proposto a tutti i cittadini di affacciarsi dalle finestre nel primo pomeriggio per cantare quella che sarebbe diventata la colonna sonora simbolo della guerra partigiana.

Anche il Portogallo celebra il 25 aprile la festa della liberazione dalla dittatura di António de Oliveira Salazar. Nella sala del parlamento decorata con i garofani che ricordano la svolta storica del paese lusitano Il Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa ha detto che non avrebbe esitato un momento a celebrare anche alla presenza di pochi la Liberazione ed ha poi indirizzato il suo saluto ai portoghesi confinati in casa e alle vittime della pandemia.