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Covid-19: quando l'alta moda si mette al servizio dei più deboli

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Covid-19: quando l'alta moda si mette al servizio dei più deboli
Diritti d'autore  AFP
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Il gruppo Zegna è solo l'ultimo a aver fatto una scelta di campo netta, leader nell'abbigliamento maschile di lusso, ha iniziato a produrre camici protettivi per il personale sanitario. Verranno distribuito per il momento in Piemonte e nel Canton Ticino.

Le linee produttive di Inco (Novara) e Consitex (Mendrisio) sono state convertite per la produzione di 280 mila camici.

"L'emergenza che stiamo affrontando è un forte sollecito affinché si agisca insieme, unendo tutte le forze", sostiene l'azienda, che collabora con l'Unità di crisi della Regione Piemonte e con il Canton Ticino.

Ma non è la sola azienda che ha fatto questa scelta, anche Javier Teledo, Ceo Peris Costumes, il cui gruppo produce marchi come Crown ha messo a disposizione i propri laboratori per aiutare la Sanità pubblica.

"Inizialmente abbiamo verificato cosa avessimo in stock e quanto potesse ritornare utile per la situazione. Una volta fatto quest'inventario e donato quel che potevamo donare, abbiamo deciso di produrre mascherine. In quest'ottica, abbiamo acquistato molte protezioni in plastica. Creando un equipaggiamento adatto per quest'emergenza. Abbiamo donato tutto. Non solo, ma anche cover per il viso e tutto ciò che può tornare utile, dalle scarpe e a tutto quel che può servire a medici e infermieri ”.

E visto che tutto il mondo è Paese, a Stoccolma, la direttrice del teatro Kulturhusets Stadsteatern Nancy Andreasson Peters ha deciso di produrre camici partendo dal modello di un grembiule per case di riposo.

Quando anche l'alta moda e la creatività si mettono al servizio degli altri, forse vuol dire che qualcosa sta cambiando.