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Coronavirus: la Francia prolunga il confinamento almeno fino al 15 aprile

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Coronavirus: la Francia prolunga il confinamento almeno fino al 15 aprile
Diritti d'autore  AP / Emilio Morenatti
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La Francia ha annunciato che le misure di confinamento per contenere la diffusione del coronavirus saranno prolungate almeno fino al 15 aprile. A dirlo è stato il primo ministro francese Edouard Philippe al termine del consiglio dei ministri. Il premier ha aggiunto che questo periodo "potrà essere prolungato se la situazione sanitaria lo richiederà".

La curva dei contagi in Francia è ancora in piena fase ascendente, i contagi sono oltre 30mila, quasi 2000 le vittime. La Francia è il quarto paese europeo più colpito dal virus dopo Italia, Spagna e Germania.

Il 17 marzo il presidente francese Emmanuel Macron aveva annunciato un primo periodo di confinamento di almeno due settimane, sulla scia di quanto fatto dall'Italia.

Parigi epicentro dell'emergenza

I francesi sembrano essersi rassegnati all'ordine di stare a casa, proprio come circa un terzo della popolazione mondiale. Le autorità attendono di vederne i primi risultati.

"Le strade di Parigi sono praticamente vuote, con i residenti che ora seguono in gran parte le severe regole di confinamento imposte dalle autorità - spiega la corrispondente di euronews, Anelise Borges - Ma nonostante lo sforzo collettivo, la capitale francese e i suoi sobborghi sono appena diventati il nuovo epicentro dell'epidemia di coronavirus qui in Francia".

Negli ultimi giorni, circa un terzo dei nuovi casi registrati di COVID19, sono stati registrati all'ospedale Georges-Pompidou. I medici si aspettano un afflusso significativo negli ospedali della regione nelle settimane a venire.

"La cosa peggiore è la saturazione dei nostri posti letto in terapia intensiva, perché non saremmo in grado di offrire ad ogni paziente malato l'assistenza che normalmente saremmo in grado di fornire - spiega Philippe Juvin, responsabile del pronto soccorso - Da diversi giorni abbiamo un aumento significativo del numero di persone che arrivano al Pronto Soccorso - compresi i casi gravi, la metà di loro viene ricoverata. Nei giorni normali, in un Pronto Soccorso, tendiamo a mantenere il 15% dei nostri pazienti, oggi ne ricoveriamo il 50% - il che dimostra quanto siano malati. E un piccolo numero ha bisogno di andare in terapia intensiva. L'onda cresce di giorno in giorno. Se il numero dei pazienti continuerà a crescere, ci troveremo nella stessa situazione in cui si trovava l'est del Paese, avremo gravi difficoltà nel nostro reparto di terapia intensiva. Mancheranno personale, letti e respiratori".

In Francia, le autorità dicono che siamo in una crisi di lungo periodo. La questione ora è quanto tempo ci vorrà prima che gli ospedali pubblici raggiungano il punto di rottura.