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Francia, coronavirus e quarantena: disuguaglianza sociale torna al centro del dibattito

Francia, coronavirus e quarantena: disuguaglianza sociale torna al centro del dibattito
Diritti d'autore  Un divieto piazzato all'accesso di una spiaggia nell'Ile de Ré, sudest della Francia, meta popolare di villeggiatura dei parigini - XAVIER LEOTY/AFP
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In Francia, nell'isola di Noirmoutier, nei pressi di Nantes, dei veicoli targati "75" (il numero di dipartimento di Parigi) sono stati vandalizzati. Pneumatici tagliati. Il sindaco se l'è presa con i parigini che sono scappati dalla capitale per sfuggire alla quarantena: comportamenti del genere, ha detto, rischiano di far esplodere il servizio sanitario locale.

Oltralpe, con l'aggravarsi dell'epidemia di Covid-19, si torna a parlare delle divisioni sociali e della diseguaglianza tra Parigi e resto della Francia, ma anche del cleavage centro-periferia.

"La grave crisi sanitaria che stiamo vivendo sta aggravando le disuguaglianze sociali in un modo che non ha precedenti", scrive su HuffPost Anne Lambert, sociologa francese.

In tutti i campi: condizioni di vita, esposizione alle malattie, gestione della vita domestica, genitorialità, lavoro ed educazione. Soprattutto nella capitale francese, si vive in alloggi piccoli - visti i prezzi, che hanno superato gli 11mila euro per metro quadrato - e sovraffollati. Chi ha un giardino, inutile dirlo, vive meglio la quarantena.

"Il personale sanitario, i funzionari pubblici (polizia, insegnanti), ma anche il proletariato urbano (spazzini, guardie di sicurezza...) sono in prima linea per arginare l'epidemia di Covid-19 e garantire la continuità della vita sociale (sicurezza delle persone, dei musei, ecc.), mentre le classi superiori, inizialmente sovraesposte al virus per l'alto numero di contatti sociali e la frequenza dei loro viaggi, hanno abbandonato le città per cercare rifugio altrove", aggiunge Lambert.

C'è chi ha padre medico in ospedale ed è stato avvertito per tempo dell'ondata di piena in arrivo: ora, abbiamo avuto notizia, è sulla costa mediterranea, camera vista mare.

Per le classi sociali in trincea - in quella "guerra" dichiarata da Macron al virus - è difficile garantire ai propri figli quella "continuità pedagogica" casalinga che richiede presenza e attenzione.

Di fronte a questa situazione, e per impedire passeggiate fuori luogo, sempre più autorità locali in Francia hanno introdotto dispositivi per impedire l'accesso a spiagge e massicci montani. Anche il surf è vietato.

Il problema dell'ineguaglianza di fronte al coronavirus riguarda tutti, e ha investito in primis Wuhan; anche da noi in Italia si è dibattuto a lungo sui ricchi scappati in villeggiatura.

Il magazine americano Time ha messo in guardia: la crisi dovuta al coronavirus potrebbe toccare in maniera sproporzionata le fasce più povere della popolazione, soprattutto nel contesto americano dove le misure di welfare e sostegno alle famiglie in difficoltà non sono le stesse rispetto alla Francia, e sei americani su 10 hanno meno di 1.000 euro sul conto.

Quanto ai super-ricchi, scrive il NYT, loro hanno l'imbarazzo della scelta nel proteggersi dal Sars-Cov-2.

In Spagna, indica l'edizione in lingua di Euronews, "la sensazione tra la popolazione è che i tamponi non siano accessibili ai pazienti con sintomi lievi. Il che contrasta con il gran numero di test realizzati da politici, personaggi famosi e sportivi che ottengono i risultati con celerità. Sui social network ci si lamenta sempre più".

"Mi dispiace molto che Idris Elba (l'attore, n.d.R.) non stia bene, ma dobbiamo svegliarci: tutte queste celebrità sono state testate (nonostante "NON ABBIANO SINTOMI") mentre la popolazione generale non lo è (anche con sintomi gravi). Ai ricchi viene fatto il tampone, anche senza sintomi. Lo stesso non vale per il resto di noi", si è sfogata su Twitter la scrittrice Jennifer Schaffer.

Anche in Spagna le autorità hanno dovuto proibire di raggiungere le seconde residenze dopo il caso di migliaia di madrileños che hanno fatto come i parigini.

Tornando alla Francia, il primo accenno al problema è comparso nel discorso alla nazione del presidente Macron del 12 marzo scorso: "Questa pandemia rivela che ci sono beni e servizi che devono essere collocati al di fuori delle leggi del mercato".