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Calcio e Coronavirus: tutti negli spogliatoi!

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Calcio e Coronavirus: tutti negli spogliatoi!
Diritti d'autore  AP Photo/Antonio Calanni
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Lo stop dell'Italia e l'Europa in ordine sparso

Incontri in stadi vuoti, gare che vanno avanti come se niente fosse o sospensione totale dei campionati. Globalizzata e legata a filo doppio dalle competizioni internazionali (che non si fermano), l'Europa del calcio risponde all'emergenza Coronavirus in ordine sparso. Se la politica delle porte chiuse comincia a guadagnare le massima serie francesi e spagnole (e far capolino anche in Champions per Barcellona-Napoli e PSG-Borussia Dortmund), quello italiano resta un caso isolato. "La decisione giusta, oggi, è di restare a casa - l'annuncio fatto ieri dal premier Giuseppe Conte - Il futuro nostro, dell'Italia, è nelle nostre mani. E queste mani devono essere mani responsabili, oggi più che mai. Ognuno deve fare la propria parte. A questo punto, in questo contesto, non c'è ragione per cui proseguano le gare e le manifestazioni sportive - penso al campionato di calcio -. Quindi mi spiace dirlo, ma anche i tifosi devono prenderne atto".

AP Photo/Antonio CalanniAntonio Calanni

Lo scudetto a chi? E gli Europei di giugno?

Lo stop a campionato e serie minori fino almeno al 3 aprile solleva interrogativi ancora senza risposta. Sull'ipotesi di attribuire il titolo sulla base della classifica sembra al momento prevalere quella di non assegnare lo scudetto, ma ci si muove nella zona grigia del vuoto normativo. La speranza di una ripresa comporterebbe però inevitabili congestioni di calendario, dovute dall'esigenza di contemperare il recupero delle giornate perse, con l'inizio degli Europei, sulla carta previsto il 12 giugno. Possibile scenario, però osteggiato dalla UEFA, sarebbe uno slittamento della competizione. Una posizione che sempre più sta guadagnando terreno e su cui potrebbe - fra l'altro - esprimersi il Consiglio della Federcalcio, che già oggi si riunisce (ma in rigorosa conference call).

AP Photo/Luca BrunoLuca Bruno