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Un centro d'eccellenza per la ricerca nei paesi baltici

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Un centro d'eccellenza per la ricerca nei paesi baltici
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Si trova a Riga, la capitale della Lettonia, e a prima vista appare come un edificio qualunque. Invece ospita 2.500 metri quadri di laboratorio, dove 220 specialisti, tra cui fisici, chimici e ingegneri, lavorano per consolidare la fama di quest'istituto come centro europeo di eccellenza nel competitivo settore della fisica dello stato solido. Andiamo a vedere come e fino a che punto questo sia possibile e perché sia importante per questo piccolo paese baltico.

Batterie più potenti

Fondato nel 1978, l'Istituto di fisica dello stato solido dell'Università della Lettonia è stato da poco promosso a quello che i suoi dirigenti affermano essere il centro di eccellenza "più avanzato" dei paesi baltici nell'ambito dell'istruzione, della ricerca, dell'innovazione e del trasferimento tecnologico.

Qui ad esempio, vengono create nuove batterie, alcune delle quali basate sul sodio. Il fisico Gints Kucinskis ci descrive in che modo: "Qui avviene l'intero processo di sintesi e caratterizzazione. Poi assembliamo le batterie e studiamo questi materiali e come si comportano realmente all'interno delle batterie. Questo significa naturalmente che stiamo cercando di migliorare l'energia e la densità di potenza di questi materiali, in modo che le batterie possano immagazzinare ed emettere più energia e ricaricarsi più velocemente".

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"Stampare" led organici

Un altro oggetto di studio sono i led organici, gli oled. Gli scienziati stanno testando materiali che potrebbero rendere la produzione di questa tecnologia di illuminazione semplice come la stampa a getto d'inchiostro. Come? Risponde Aivars Vembris: "Con la stampa a getto d'inchiostro possiamo stampare tutto quel che ci serve sulla carta. Allo stesso modo, con materiali organici processabili in soluzione potremmo produrre oled con tecniche di stampa a getto d'inchiostro. Costa poco e possiamo fabbricare qualsiasi tipo di illuminazione artificiale in qualsiasi forma".

Rendere visibile l'invisibile

Nel laboratorio di spettroscopia si studiano nuovi materiali di natura diversa. I ricercatori stanno sviluppando un nuovo composto ceramico che consente all'occhio umano di vedere i laser invisibili, con molteplici applicazioni in campo medico e chirurgico. In particolare, spiega Anatolij Sarakovskis, a capo del laboratorio, "Se il laser è potente e il chirurgo non vede la radiazione, ci sono buone probabilità che danneggi la pelle o gli occhi del paziente. Ecco perché dobbiamo trasformare questa radiazione in modo da poterla visualizzare. Abbiamo sviluppato un materiale in grado di trasformare la radiazione infrarossa in luce visibile con un'efficienza molto elevata".

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Un occhio rivolto all'industria

A rendere possibili questi risultati è stato un progetto di ricerca europeo con l'obiettivo di trasformare l'istituto da polo accademico a centro rivolto ai bisogni dell'industria. Perché, conclude il direttore dell'Istituto, Martins Rutkis, "Vorremmo essere più coinvolti in sfide globali, come l'ambiente, la salute e così via. Quando si arriva a questo punto, per prima cosa si diventa più multidisciplinari, e poi bisogna anche coinvolgere l'industria".

Le attività di ricerca dell'istituto puntano anche a sviluppare nuovi nanocompositi, materiali elettronici, film sottili e tecnologie di rivestimento.