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La miccia del Coronavirus mette fuoco alle carceri

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La miccia del Coronavirus mette fuoco alle carceri
Diritti d'autore  AP Photo/Antonio Calanni
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La benzina del Coronavirus sulla polveriera del malessere nelle carceri. Esplode in rivolta e si estende a una trentina di penitenziari la rivolta innescata dalla sospensione cautelativa dei colloqui con l'esterno. "Interrompere questa spirale", l'appello dell'Associazione Antigone, che si occupa di diritti dei detenuti: "A chi protesta va spiegata l'emergenza sanitaria".

L'appello dell'Associazione Antigone: "Non è con la violenza che si esprime il malessere"

Sei i morti a Modena e una cinquantina le evasioni a Foggia, ma disordini - che stanno rientrando - anche in molti altri istituti. Fra le più gravi, nelle ultime ore, le situazioni registrate a Frosinone, Pavia e all'Ucciardone di Palermo.

Gli appelli all'indulto e l'ipotesi dei colloqui via Skype

Contro sovraffollamento e carenze strutturali, l'Unione Camere Penali invoca l'indulto per pene inferiori a due anni e un confronto parlamentare sull'amnistia. Chiude però il garante per le carceri Mauro Palma, che nell'immediato propone di supplire alle visite con colloqui a distanza e moltiplicazione delle telefonate.

AP Photo/Antonio Calanni
Detenuti in protesta sul tetto del carcere milanese di San VittoreAP Photo/Antonio CalanniAntonio Calanni