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Coronavirus, Fontana: "Codogno è il modello da seguire, ma non c'è più tempo"

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Coronavirus, Fontana: "Codogno è il modello da seguire, ma non c'è più tempo"
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Mentre milioni di italiani si sono svegliati in una zona di quarantena, alle autorità locali tocca ora far rispettare le disposizioni del governo.

Attilio Fontana, il governatore regionale della Lombardia, è ora impegnato a mettere in pratica le restrizioni alla circolazione di milioni di cittadini.

Non un compito facile, per inciso.

In Lombardia risiedono una decina di milioni di persone, alcune delle quali - secondo il decreto siglato nel weekend - potranno autocertificare i "motivi urgenti" (comne ad esempio gli impegni inderogabili di lavoro o il rientro al domicilio) che rendano indispensabile spostarsi dentro e fuori la zona di quarantena.

"I controlli ovviamente devono ancora essere attuati" ha spiegato il governatore a Euronews. "I prefetti hanno ricevuto precise istruzioni, e ora cominceranno a distribuire sul territorio le forze dell'ordine in modo da poter intervenire direttamente per controllare chi si muove legittimamente e chi non avrebbe dovuto muoversi e quindi applicare le relative sanzioni".

Pur restando fiducioso nel senso civico dei suoi cittadini, Fontana sottolinea come l'intervento delle autorità dovrà farzi necessariamente più duro qualora le disposizioni del governo dovessero essere largamente disattese.

L'intervista integrale al governatore Fontana

Del resto, a parlar chiaro per il Governatore sono i risultati già ottenuti laddove la quarantena è stata applicata con successo. " A Codogno e nella zona rossa - spiega, con un certo orgoglio - lo sviluppo dell'epidemia ha subito un drastico rallentamento ed è ora completamente inferiore rispetto al resto della Lombardia"

Ma sul punto il governatore insiste: ci sarà bisogno della collaborazione di ogni cittadino, se si vuol sperare di rallentare e poi bloccare l'epidemia. "Non possiamo resistere a lungo. Abbiamo bisogno di una vera inversione di tendenza, abbiamo bisogno che la gente interrompa il diffondersi di questa epidemia".

"Abbiamo bisogno - conclude Fontana - che i numeri inizino a ridursi".

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