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Russia, Putin vuole rendere i matrimoni omosessuali incostituzionali

Putin a colloquio con il patriarca ortodosso Cirillo I nell'aprile dello scorso anno
Putin a colloquio con il patriarca ortodosso Cirillo I nell'aprile dello scorso anno   -   Diritti d'autore  AP Photo/Alexander Zemlianichenko, File
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Il presidente russo Vladimir Putin ha presentato questa settimana una serie di nuove proposte di emendamenti alla Costituzione del Paese che includono la menzione particolare di Dio e definiscono il matrimonio come unione eterosessuale.

La bozza fa parte di una serie di modifiche suggerite dal capo di Stato. Mettono nero su bianco la "fede in Dio" del popolo russo e specificano che il matrimonio è definito come "l'unione tra un uomo e una donna", una formulazione in linea con le opinioni di lungo corso di Putin avverse ai matrimoni tra persone dello stesso sesso.

La Chiesa russo-ortodossa - alla quale Putin è strettamente allineato - aveva chiesto di aggiungere un riferimento a "Dio" nella costituzione, suscitando enormi polemiche in un Paese dalla lunga tradizione comunista e dove la separazione tra Chiesa è Stato è rigida. In molti hanno criticato l'emendamento sostenendo che la Russia è un Paese in cui convivono molte confessioni.

Gli esperti sospettano che Putin stia usando la proposta come cortina fumogena per distogliere l'attenzione da altri emendamenti critici che potrebbero espandere ulteriormente i suoi poteri.

Voto nazionale in aprile

Il Parlamento controllato dal Cremlino ha rapidamente approvato la bozza di Putin nella prima delle tre letture richieste il mese scorso; si prevede che l'approvazione finale possa arrivare già la prossima settimana. Questo porrebbe le basi per un referendum a livello nazionale il 22 aprile.

Putin ha avanzato per la prima volta le sue proposte di modifica alla costituzione nel discorso di gennaio, sostenendo la necessità di ampliare i poteri del parlamento e di rafforzare la democrazia.

L'opposizione ha definito le modifiche proposte come un tentativo di Putin di continuare a rimanere al timone del Paese anche dopo la scadenza del suo mandato di sei anni (che volgerà al termine nel 2024).

Lunedì Putin ha presentato 24 pagine di emendamenti aggiuntivi per la seconda lettura fissata per il 10 marzo, accogliendo le proposte di un gruppo di lavoro che includeva uomini del Cremlino e del Parlamento.

Proposta per evitare di restituire la Crimea in futuro

Il presidente ha inoltre aggiunto un emendamento che vieterebbe qualsiasi cessione territoriale e metterebbe fuorilegge chiunque ne facesse richiesta. Nessun Presidente futuro, in sostanza, potrebbe più restituire la Crimea all'Ucraina, annessa da Mosca nel 2014.

Un'altro emendamento è volto a sottolineare lo status speciale dei russi come gruppo etnico "che forma lo Stato", impegnandosi al contempo a proteggere le altre minoranze della nazione. In parallelo, c'è anche la proposta di "protezione della verità storica" sul ruolo sovietico nella vittoria della seconda Guerra mondiale, volto ad evitare che si possa "sminuire l'eroica protezione della patria da parte del popolo".

Il pacchetto di emendamenti arriva mentre la Russia si prepara a celebrare il 75° anniversario della vittoria nella Seconda Guerra Mondiale - la festa più importante a livello nazionale.

La nuova serie di modifiche non offre però alcun indizio sul ruolo che Putin potrebbe assumere per continuare a prendere decisioni chiave dopo la fine del suo mandato. Il 67enne leader russo è al potere da più di 20 anni: è il leader russo più longevo dai tempi del dittatore sovietico Stalin.