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Coronavirus: in Cina rallenta ma si teme il contagio di ritorno

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Coronavirus: in Cina rallenta ma si teme il contagio di ritorno
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La buona notizia è che in Cina i contagi da coronavirus sono ai minimi da sei settimane (registrati solo 125 nuovi casi), la cattiva è che il viaggio del virus in altri Paesi non si arresta: nuovi casi in Pakistan, in Ecuador, in Corea del Sud, soprattutto, dove i contagiati sono ormai quasi 5000.

In Cina la città di Wuhan, il focolaio del nuovo coronavirus, ha chiuso il primo dei 16 ospedali messi a punto d'urgenza dopo lo scoppio dell'epidemia e l'allerta è stata ridotta in 18 province.

In Europa

  • In Italia si va verso il secondo decreto d'urgenza, la Penisola (52 morti) è osservata speciale e fa temere alla Cina i contagi di ritorno: contati nel celeste impero altri 7 cinesi che hanno contratto il virus in Italia, tutti fuori dalla regione Hubei.

Anche i primi casi in Tunisia e Giordania vengono dal Belpaese che subisce, da parte di diversi Paesi, controlli sui voli in uscita.

  • Anche in Francia, secondo Paese in Europa per numero di casi di coronavirus crescono i contagi e viene dall'esagono il primo malato del Senegal. Il presidente Emmanuel Macron ha cancellato tutti i viaggi di questa settimana per concentrarsi sul coronavirus. Nell'Oise il principale focolaio. (Nel Paese in tutto circa 191 casi e 4 morti).
  • Anche là dove ci sono pochi casi come in Gran Bretagna, la paura è tanta e oggi l'esecutivo illustrerà il piano d'azione anticoronavirus. Potrebbe prevedere la chiusura delle scuole e il richiaamo in servizio di medici e infermieri in pensione.

L'OMS: non è pandemia, si può contenere anche se molto contagiosa

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS ha detto che "il coronavirus è un virus unico. Non è influenza. Siamo in un territorio inesplorato. Non abbiamo mai visto prima una patologia respiratoria capace di tale contagiosità ma, allo stesso tempo, può essere contenuta con le giuste misure".

Economia, si muove il G7

Oggi è il giorno in cui la comunità economica con i ministri delle finanze del G7 e le banche centrali si muove per fronteggiare i danni all'economia: prevista una conference call ad ore. Negli Stati Uniti intanto il vicepresidente Mike Pence ha annunciato che una cura efficace potrebbe essere disponibile già in estate o inizio autunno.

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