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Coronavirus: sale il numero dei contagi ma Conte è ottimista

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Coronavirus: sale il numero dei contagi ma Conte è ottimista
Diritti d'autore  Claudio Furlan/Lapresse via AP   -   Claudio Furlan/LaPresse
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Salgono a almeno 322 i casi di casi di contagio di coronavirus in Italia e 11 le vittime alle 19 di martedì. Martedì mattina è arrivata la conferma due nuovi casi a Firenze e a Palermo. Nel primo caso si tratterebbe di un imprenditore di sessant'anni che ha delle aziende in oriente, nel secondo di una turista di Bergamo in vacanza, ricoverata ieri all'ospedale Cervello per i controlli dopo aver mostrato sintomi influenzali. Le persone venute a contatto con la donna sono in isolamento nell'hotel dove alloggiava.

Mille persone sono invece in quarantena all'hotel H10 Costa Adejie Palace, nella località di Adejie, a Tenerife, dove si trovava alloggiato con la moglie il medico italiano, risultato positivo al test del coronavirus. Militari e forze dell'ordine stanno impedendo alle persone presenti nell'hotel di uscire e al personale esterno di entrare.

Smentita al telefono del Sacco di Milano: "Non è plausibile che un ospedale non abbia seguito i protocolli"

A generare il focolaio nel nord del Paese sarebbe stato un ospedale che non ha seguito i protocolli del caso. Lo aveva detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Dall'opsedale Sacco di Milano arriva la smentita: euronews ha contattato telefonicamente Maria Rita Gismondo, direttore responsabile di Macrobiologia clinica, il laboratorio dell’Ospedale Sacco di Milano che ha smentitp con noi la possibilità di violazione dei protocolli. "I casi che in Italia si stanno registrando in queste ore erano presenti sul territorio e le analisi stanno appurando questo fatto. Bene le misure cautelari, ma è ovvio che non si può blindare un virus".

Bisogna però evitare il panico "si tratta di una infezione peggiore dell'influenza", questo sì, ma per i morti finora registrati, il virus è stata la goccia che ha accelerato la dipartita.

Il premier Conte ha anche aggiunto che se il coordinamento tra i sistemi sanitari regionali non riuscisse a contenere il virus, il governo "è pronto a misure che contraggono le prerogative dei governatori".

Una dichiarazione che non è piaciuta al governatore della Lombardia Attilio Fontana, che l'ha definita "irricevibile e, per certi versi, offensiva. Parole in libertà, mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza".

Oggi Conte parlerà in videoconferenza con i presidenti delle regioni interessate dall'epidemia. Per Fontana un'occasione per ribadire che "la Lombardia sta dimostrando di essere all'altezza della situazione e sta gestendo con competenza ciò che sta accadendo. E tutto ciò alla faccia dell'autonomia e dei pieni poteri"

In giornata è in programma anche un vertice dei Ministri della Salute a Roma. Roberto Speranza si confronterà con gli omologhi dei Paesi frontalieri e limitrofi all'Italia per affrontare l’emergenza.

È salito a 10 il numero dei morti per il coronavirus in Italia. Tra gli ultimi casi il 62enne dializzato che era stato trasferito da Lodi all'ospedale Sant'Anna di Como. A conferma che il virus è mortale in casi in cui la situazione è già grave.

Dieci comuni del lodigiano e uno del padovano restano isolati, i check point sono passati da 15 a 35 e in alcuni casi è stato mobilitato anche l'esercito. In questo modo le autorità sanitarie stanno provando a contenere il contagio.

Per il capo della protezione civile, Angelo Borrelli, la situazione è sotto controllo: "In Italia si è cercato di arginare la diffusione del contagio con delle misure maggiormente precauzionali. Abbiamo registrato due focolai nel nostro Paese e siamo intervenuti con misure impegnative pesanti e quindi riteniamo che nel nostro Paese ci sia la sicurezza e si possa venire tranquillamente".

Mentre si affronta l'emergenza negli ospedali italiani, all'estero iniziano a prendere le prime misure precauzionali. I passeggeri di un volo Alitalia partito da Roma sono stati fermati dopo l'atterraggio a Mauritius, nell'Oceano Indiano. Ai 40 turisti provenienti da Lombardia e Veneto, non è stato permesso di scendere a terra.

Scatta l'inchiesta della magistratura di Padova

Intanto sull'emergenza coronavirus ora indaga anche la magistratura. Ci sono state negligenze nell'individuazione del virus? Ritardi nell'applicazione delle linee guida? Si doveva fare di più per evitare il diffondersi del contagio? Le cure sono state adeguate? Questi alcuni degli interrogativi su cui vogliono far chiarezza gli inquirenti. A partire da quelli di Padova, che hanno aperto un fascicolo conoscitivo - a modello 45, quindi senza indagati nè ipotesi di reato - sulla morte di Adriano Trevisan, 78 anni, deceduto il 22 febbraio scorso nell'ospedale di Schiavonia, nella Bassa Padovana.

L'inchiesta è al momento a livello del tutto preliminare e gli accertamenti sono solo finalizzati a ricostruire quello che è successo. per questo la procura padovana ha chiesto all'ospedale le cartelle cliniche del paziente per accertare se le linee guida rispetto alla malattia, alla sua diagnosi e al contenimento del contagio, siano state rispettate. "Si tratta di un fascicolo modello 45 - spiega il capo della Procura Antonino Cappelleri -. Non ci sono indagati né ipotesi di reato, si sta solo cercando di capire tutti i passaggi che hanno portato al decesso del paziente, e se diagnosi e cure siano state tempestive e rispettose delle linee guida imposte in casi come questi".

Non si ha notizia ad oggi di analoghe iniziative da parte di altri uffici giudiziari, e in particolare dalla procura di Lodi, sotto la cui giurisdizione ricade il comune di Codogno, epicentro del coronavirus nel nord Italia. Nell'ospedale della città lombarda, il 16 febbraio, è arrivato una prima volta il paziente 1. Da qui si è diffuso il contagio. E su questa struttura ospedaliera si sono concentrate critiche autorevoli, come quelle, poi in parte precisate, del premier Giuseppe Conte, il quale ha affermato che all'origine di uno dei focolai c'è stata la gestione "di un ospedale" non in linea con i protocolli. Un'altra inchiesta già avviata è quella della procura di Milano, che indaga con l'ipotesi di "manovre speculative" su generi di prima necessita' in relazione alle vendite a prezzi 'folli', in particolare su piattaforme online, di gel disinfettanti e mascherine in questi giorni di emergenza.

Il fascicolo, al momento a carico di ignoti, è coordinato dal pool 'ambiente, salute, sicurezza, lavoro' e da quello di contrasto alle truffe. Gli inquirenti, da una prima analisi sulle piattaforme on line, hanno già accertato che confezioni con 50 mascherine sono state vendute anche a 100 euro, ossia a 2 euro a mascherina, quando il loro costo tendenzialmente non supera i 20 centesimi l'una. Nell'indagine, che potrebbe portare anche a perquisizioni e sequestri dopo gli accertamenti che saranno condotti in questi giorni dalla Gdf, potrebbe anche essere contestato il reato di "frode nell'esercizio del commercio", perche' a volte vengono vendute anche mascherine chirurgiche 'spacciate' per mascherine 'ffp3', ossia quelle adatte per emergenze sanitarie come il nuovo coronavirus.

Champions: la partita a Lione

In Francia a Lione, mercoledì, si gioca la partita Lione-Juventus, sono attesi circa 3000 tifosi bianconeri, per il momento partita e accesso allo stadio sono confermati ma i sindaci di due cittadine della periferia lionese Decines e Meyzieu si dicono non favorevole e chiedono alle più alte autorità francesi di pronunciarsi contro.

L'allarmata cautela dell'Oms

Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità al momento non si può parlare ancora di pandemia, perché non c'è ancora una diffusione del coronavirus su larga scala a livello mondiale. L'allerta però è alta e l'Oms ha invitato tutti i Paesi a prendere le precauzioni necessarie. "È tempo di prepararsi e di fare tutto il possibile per fronteggiare una potenziale pandemia - ha detto Michael Ryan, direttore esecutivo dell'Oms - la nostra speranza è che gli sforzi fatti dalla Cina e dagli altri Paesi alle prese con il virus siano stati sufficienti a contenerne la diffusione".

Nel frattempo il virus continua a diffondersi al di fuori della Cina, dove sono ormai quasi 80mila i casi confermati. Al momento il coronavirus è presente in 37 Paesi. Questo lunedì Iraq, Afghanistan, Kuwait, Oman e Bahrein hanno annunciato i primi casi, tutti riguardanti persone provenienti dall'Iran.

Lunedì un deputato di Qom, città nel nord dell'Iran, ha accusato il governo di aver nascosto l'entità dell'epidemia, sostenendo che nella sola Qom ci sono stati 50 morti. Una dichiarazione subito smentita da un portavoce del governo.

In Corea del Sud, secondo Paese per numero di infetti dopo la Cina, le persone positive al virus sono più di 800, 8 i decessi. Nelle ultime sono stati registrati più di 200 nuovi casi, metà dei quali collegati a una chiesa nella città di Daegu, nel sudovest del Paese.

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