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I big d'Irlanda alle urne sotto l'ombra della Brexit

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I big d'Irlanda alle urne sotto l'ombra della Brexit
Diritti d'autore  AP Photo/Peter Morrison
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Sono state aperte alle ore 7 di sabato le urne d'Irlanda, dove si vota in una consultazione politica molto speciale, all'ombra della Brexit. La Repubblica dell'arpa potrebbe svegliarsi fra poche ore con una maggioranza diversa, guidata dalla sinistra nazionalista dello Sinn Fein, dato nei sondaggi davanti ai due partiti filo-europeisti di centro-destra che da sempre si contendono il potere a Dublino - il Fianna Fail di Micheal Martin (liberali europei) e il Fine Gael del premier uscente, Leo Varadkar integrato nel Ppe.

Sarà vero cambio?

Per mantenere continuità le vecchie formazioni potrebbero essere costrette stavolta a un governo di coalizione. In palio ci sono i 159 seggi della Camera bassa (Dail Eireann) del parlamento di Dublino, per i quali sono in corsa oltre 500 candidati di 39 collegi elettorali, ai quali sono chiamati 3,4 milioni di elettori. I seggi resteranno aperti fino alle 22 ora locale (le 23 italiane). Varadkar, primo leader irlandese figlio di padre immigrato e gay dichiarato, non s'arrende e intende completare lui il complicato iter Brexit consapevole di avere un elettorato che vede proprio nella ritirata inglese un elemento di fiducia per maggiori "autonomie" da Londra. L'eventuale governo di coalizione non sarà così agevole da gestire.

Il premier irlandese Leo Varadkar ha fatto di tutto per evitare che la Brexit si trasformasse in un boomerang contro il suo paese e la seconda più importante isola britannica. Al seggio è andato anche il contendente storico di Varadkar, Micheál Martin del Fianna Fáil, che pure non è stato premiato dai sondaggi.

Le distonie irlandesi

Gli elettori irlandesi scelgono il loro prossimo primo ministro in un'elezione in cui la frustrazione per l'austerità economica e una grave crisi abitativa hanno alimentato l'ascesa dello Sinn Féin, ancora isolato dai maggiori partiti politici del paese a causa dei suoi legami con l'esercito repubblicano irlandese.

I punti del premier

Il premier, dopo aver promosso e vinto i referendum su legalizzazione di aborto e matrimoni fra omosesuali in un Paese molto cattolico (ma anche molto tollerante) come l’Irlanda, ha esaltato in campagna elettorale sui suoi successi in economia e l'abilità in tutto l'affaire Brexit. L’Irlanda cresce a ritmi molto maggiori rispetto alla media dell' Europa continentale e si era ripresa bene dopo la devastante crisi del 2008. Attualmente la disoccupazione è sotto il 5%.