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Coronavirus: le conseguenze da Hong Kong a Taipei

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Coronavirus: le conseguenze da Hong Kong a Taipei
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Hong Kong

A Hong Kong il governo ha deciso la quasi totale chiusura delle comunicazioni con la Cina e la messa in quarantena forzata di tutti i passeggeri provenienti dal continente. Viene assicurato solo il transito delle derrate alimentari che non subiranno una quarantena di 14 giorni, ma saranno solo disinfettate. Nella città stato però mancano i dottori e gli infermieri anche per lo sciopero che era stato indetto contro la gestione dell'emergenza da parte del governo.

Wuhan

Il vice premier cinese Sun Chunlan ha ispezionato le strutture dell'ospedale di Leishenshan e dei centri di quarantena temporanei del Politecnico della città di Wuhan e del Collegio professionale di software e ingegneria di Wuhan. L'ospedale, vasto quasi 22 ettari, ha 1.600 posti letto dedicati ai casi più gravi.

Le navi sotto l'osservazione della OMS

In una conferenza stampa all'Organizazzione Mondiale della Sanità è stato illustrato il caso della nave da cociera Diamond Princess, in quarantena in Giappone con 35 italiani a bordo. Per Michael Ryan, direttore esecutivo del programma emergenze sanitarie dell'OMS "chiunque sia malato o positivo al virus viene preso in carico ma stiamo lavorando affinchè coloro che sono sulle navi possano scendere il più rapidamente possibile pur garantendo i protocolli e i calcoli degli algoritmi senza finire in una serie sfortunata di conseguenze per il fatto di rimanere troppo a lungo in questa situazione."

Taiwan

A Taiwan sono stati evacuati i passeggeri di una nave da crociera che erano stati messi in quarantena a causa dei timori della diffusione del nuovo virus. All'MS SuperStar Aquarius era stato rifiutato l'attracco in Giappone. Intanto solo centinaia di persone si sono radunate a Taipei City per celebrare l'annuale festival delle lanterne del cielo all'inizio dell'Anno del Ratto quindi molte meno rispetto agli altri anni per paura di eventuali contagi. Una delle lanterne principali del festival era dedicata a Mazu, dea del mare e protettrice dei pescatori, secondo la tradizione locale. Il festival segna la fine della celebrazione di 15 giorni del Capodanno lunare, noto anche come Festival di Primavera.

Quale protocollo di controllo si sta attuando in tutto il mondo?

Termometro, tampone faringeo e test per estrarre il materiale genetico del virus: sono queste le tre tappe sulle quali si basa la diagnosi dell'infezione da coronavirus 2019-nCoV. Il termometro è la prima linea, dal momento che la febbre è il sintomo più comune dell'infezione. Può essere anche lieve e non accompagnata dai sintomi tipici delle malattie respiratorie, come raffreddore e tosse. Il tampone faringeo è la seconda tappa nell'eventuale diagnosi del coronavirus e consiste nel prelevare campioni di fluido dalla mucosa della faringe con l'aiuto di un bastoncino alla cui estremità di trova un tampone in cotone. L'obiettivo è verificare se sono presenti particelle del virus.

Il tampone per il prelievo del materiale biologico

"Il tampone è soltanto un metodo per prelevare il materiale biologico", spiega Andrea Crisanti, ordinario di Malattie infettive dell'Università di Padova. Il muco prelevato per mezzo del tampone viene quindi analizzato per estrarre il materiale genetico del coronavirus. Se nessuna traccia del virus viene rilevata il test è negativo, ma va comunque ripetuto. "Una sola risposta negativa - rileva Crisanti - non è sufficiente". Nello stesso campione si cercano inoltre tracce di altri virus, come quelli responsabili dell'influenza stagionale. "Questo passaggio è necessario perché i sintomi dell'infezione da coronavirus sono aspecifici": sono molto simili, per esempio, a quelli della comune influenza e i test devono poter scartare ogni ipotesi. Nel caso in cui il test riveli la presenza di materiale genetico del coronavirus si utilizzano sonde molecolari per riuscire a moltiplicarlo e ad analizzarlo.