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"Aprite le frontiere": 200 migranti al confine Serbia-Ungheria chiedono di entrare in Europa

"Aprite le frontiere": 200 migranti al confine Serbia-Ungheria chiedono di entrare in Europa
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MTI/Molnár Edvárd and MTI/Balogh Zoltán
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Sono stati portati via e sistemati in vari centri di accoglienza in Serbia i circa 200 migranti, tra cui donne e bambini, che giovedì si sono accampati al confine con l'Ungheria per chiedere di poter entrare nell'Unione Europea.

Sfidando il freddo e il vento, si erano disposti davanti alla recinzione del valico di frontiera di Kelebija, bloccando il traffico. Avvolti in coperte e sacchi a pelo, molti si sono sdraiati o seduti per terra, vicini ai loro effetti personali. Decine di bambini hanno chiesto in coro "Frontiere aperte!". Alcuni dei cartelli recitavano "Siamo rifugiati, non criminali" e "Stiamo scappando dalla guerra, non dalla fame".

Kelebija, Serbia, AP Photo/Marko DrobnjakovicMarko Drobnjakovic

Il valico di frontiera è stato chiuso al traffico. La TV di stato serba ha riferito che il gruppo è stato ritrasferito verso le 2.45 nei centri di accoglienza di Subotica, Sombor, Bosilegrad, Presevo e il confine è stato poco dopo riaperto. I migranti non hanno fatto resistenza e tutto si è svolto in maniera pacifica.

Sono diverse migliaia i migranti che fuggono dalla guerra e dalla povertà nei loro paesi e sono bloccati nei Balcani, in attesa di arrivare nelle più prospere nazioni europee.

Nella serata di ieri, nel timore di possibili incidenti e per tenere la situazione sotto controllo, dai migranti a Kelebija si era recato il ministro della difesa serbo Aleksandar Vulin, mentre in territorio ungherese era stata rafforzata la presenza di polizia e guardie di frontiera. Nessun incidente tuttavia è stato registrato al confine.

MTI/Molnár Edvárd and MTI/Balogh Zoltán

L'Ungheria ha eretto due barriere di filo spinato al confine.

La maggior parte dei migranti in Serbia - stimati intorno ai 6mila, al momento - trascorre diversi mesi nei campi d'accoglienza statali e tenta più volte di attraversare le frontiere. Spesso si affidano ai trafficanti di esseri umani per l'attraversamento delle frontiere verso l'Ungheria o verso un altro Stato membro dell'UE, come la Croazia.

La maggior parte dei migranti proviene da paesi come Siria, Iraq o Afghanistan, ma si tratta di numeri ben lontani da quelli della crisi del 2015-2016 quando circa un milione di persone è arrivata in Europa.

MTI/Molnár Edvárd and MTI/Balogh Zoltán

L'Ungheria ha recentemente segnalato un aumento dei tentativi di ingresso illegale nel Paese.

A fine gennaio, una guardia ha sparato tre colpi di avvertimento per dissuadere diverse decine di migranti dal cercare di attraversare il confine.

Negli ultimi anni, il governo Orban ha reso la legislazione più restrittiva in materia di asilo e immigrazione, rendendo quasi impossibile per i richiedenti asilo che presentano domanda al confine serbo di ottenere protezione in Ungheria.

Nel 2018, l'Ungheria ha approvato 367 richieste di asilo o di protezione internazionale.

Il primo ministro ha fatto campagna elettorale quasi esclusivamente sulla questione migratoria e, nel 2018, è stato rieletto per il suo terzo mandato consecutivo.

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La Serbia, ha affermato il commissario per le migrazioni e i profughi Cucic, intende difendere i diritti dei migranti ma al tempo stesso garantire la stabilità interna nel Paese: a suo avviso, le centinaia di profughi ammassatisi al valico di confine con l'Ungheria sarebbero stati manipolati da parte di ong straniere. Cucic però non ha fornito alcuna prova delle sue affermazioni.

Il ministro della difesa serbo Aleksandar Vulin ha definita vergognosa la "campagna di disinformazione" di alcuni gruppi sull'apertura della frontiera ungherese, con notizie e video falsi che incoraggerebbero i migranti a recarsi verso il confine. Vulin ha aggiunto che "non permetterà ai migranti di rovinare il buon rapporto di vicinato con l'Ungheria".

La marcia era stata organizzata già da diverse settimane; inizialmente prevista per venerdì, è stata anticipata non appena le autorità serbe ne sono venute a conoscenza.

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