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Aria di Post-Brexit: Sandro Gozi da Renzi a Macron approda al Parlamento europeo

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Aria di Post-Brexit: Sandro Gozi da Renzi a Macron approda al Parlamento europeo
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Italiano ma eletto in Francia, Sandro Gozi è una delle prossime new entry al Parlamento europeo, per via dei posti lasciati liberi dai deputati britannici dopo la Brexit (73 i seggi che non saranno più occupati dal Regno Unito).

Eletto nelle fila della République En Marche di Emmanuel Macron, Euronews ha incontrato Gozi per parlare delle nuove sfide e degli obiettivi che attendono il Parlamento europeo.

Il salto da Palazzo Chigi (accanto all'ex premier Renzi come sottosegretario alle politiche europee) a palazzo Matignon è stato breve per Sandro Gozi, la cui carriera politica in Italia - a parte una breve esperienza giovanile nella destra di Almirante (MSI) negli anni '80 - è stata tutta al fianco dei democratici. Al Parlamento europeo approda nel movimento "Renew Europe":

"Ho fatto una scelta nettamente europea, una scelta transnazionale. Credo che siamo qui per rappresentare i cittadini europei. Dal 1979 i cittadini europei possono votare ed essere eletti in un altro Paese. Ma da allora nessuno lo ha fatto o comunque pochissimi. Voglio impersonare questo modo nuovo di fare politica, politica transazionale che è poi politica europea. Abbiamo bisogno di costruire un movimento politico europeo tout court".

Dopo la Brexit l'arrivo dei nuovi deputati potrebbe destabilizzare l'equilibrio dei maggiori gruppi politici a Bruxelles e Strasburgo. In particolare, la nuova delegazione di Macron consterà di 2 ulteriori seggi, fatto per cui Gozi può certo dirsi comunque soddisfatto. E infatti afferma:

Penso che la Brexit sia stata una decisione negativa, uno sbaglio storico. ma dobbiamo rispettarla perché dopo tutto i britannici l'hanno espressa due volte questa scelta: prima in un referendum e poi esprimendo il consenso generale per Johnson. Me ne rammarico ma mi sento di rispettarla. Certo per me è una cosa positiva nel senso che divento un membro del Pe e sono da sempre un europeo convinto e coinvolto. E' qualcosa che ho sempre voluto fare: lavorare in un posto dove la democrazia europea si concretizza

Alla domanda della nostra inviata Anelise Borges, se l'Unione europea sarà in grado di rinnovarsi dopo questo periodo turbolento, in cui è stata accusata anche di essere stata passiva su molti fronti, Gozi ha mostrato una particolare vicinanza al gruppo che sta per integrare:

"Non vedo l'Europa presente proprio là dove ne abbiamo più bisogno in modo palese. Non c'è Europa nella politica estera europea, né l'Europa è presente nelle maggiori sfide globali che si presentano. Non c'è una difesa europea in sé. Ed è ciò che si deve assolutamente costruire qui. Se oggi possiamo criticarla per queste mancanze è proprio perché l'Europa non esiste in quei settori. Bisogna trovare una nuova direzione, una nuova ragione per esistere. Credo siano molte le sfide che da soli gli Stati non possono affrontare. E, parlando della Brexit, penso che un modo vero per poter riguadagnare controllo è costruire l'Europa di cui abbiamo bisogno e non lasciarla".