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A Cortina d'Ampezzo si fumava "erba" calabrese

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I carabinieri smantellano un gruppo che coltivava 20.000 piante di cannabis, facendola arrivare fin sulle Alpi

A Cortina d'Ampezzo, esclusiva stazione sciistica alpina, si fumana l'erba calabrese. È quello che hanno scoperto i carabinieri di Reggio Calabria, che nel cuore della Piana di Gioia Tauro hanno sgominato una organizzazione capace di mandare avanti coltivazioni estensive di cannabis indica.

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In tre diverse serre predisposte allo scopo, e lontano da sguardi indiscreti, il gruppo, che non risulta legato a cosche di ndrangheta, stava facendo crescere complessivamente 20.000 piante di marijuana, mentre altri 300 chili di sostanza già essiccati erano pronti per essere immessi sul mercato clandestino generando profitti favolosi.

"Parliamo di 16 destinatari di misure cautelari, e di oltre 13 milioni di dosi medie singole per un corrispettivo di oltre 100 milioni di euro sotratti alla criminalità della Piana di Gioia Tauro", spiega il tenente colonnello Andrea Milani.

Nel corso delle indagini - durante le quali sono state sequestrate armi comuni e da guerra - è emerso che parte della cannabis prodotta finiva sul mercato dello spaccio di Cortina d'Ampezzo, dove uno degli odierni arrestati, impiegato come cuoco in un hotel della zona, aveva avviato un’intensa attività di rivendita al dettaglio.

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