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La Francia spegne 14 reattori nucleari

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La Francia spegne 14 reattori nucleari
Diritti d'autore  SEBASTIEN BOZON / AFP
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Puntare sull'energia rinnovabile, liberarsi dalla zavorra dei reattori più vecchi. EDF ha presentato il piano per la chiusura, in Francia, di 14 reattori nucleari in 7 centrali sparse su tutto il territorio nazionale.

Sono i reattori più vecchi, dunque quelli più a rischio, quelli per cui la manutenzione è più complessa. Questo non significa che scompariranno dall'orizzonte 7 centrali ma che lavoreranno a mezzo servizio. Tutto avverrà entro il 2025, già quest'anno un primo reattore in una centrale al confine con la Germania a Fessenheim, si spegnerà.

Obiettivo: più biogas ed eolico

La proposta è stata fatta dalla società produttrice e distributrice di energia in Francia al governo nell'ottica di una passaggio dalla condizione attuale, oltre il 70 % di energia prodotta da centrali nucleare, a un approvvigionamento maggiormente differenziato: col un calo del 20 per cento entro il 2035 dell'energia prodotta da fonti nucleari.

Come si supplirà? L'esecutivo francese ha messo sul piatto 1 miliardo e 800 milioni per produrre il biogas; un'altra importante scommessa è quella sull'eolico: con l'oceano a portata di mano si punta al quasi raddoppio dell'energia prodotta da pale off shore.

In Francia negli ultimi mesi le centrali sono state al centro del dibattito per due eventi: la canicola della scorsa estate, che costrinse a spegnerle per il rischio di surriscaldamento, e un recente terremoto al Sud Est del Paese che ha fatto temere il peggio per una centrale, spenta per qualche giorno.

Al mondo sono 31 i Paesi che gestiscono in tutto 417 reattori nucleari. USA, Francia, Cina, Russia e Corea del Sud gli Stati che più di tutti puntano sul nucleare ma la costruzione di centrali di questo tipo è diminuita negli ultimi 5 anni a causa del disastro alla centrale di Fukushima.