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"Proteggiamo Gratteri". Calabresi in piazza a difesa del procuratore della DDA

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"Proteggiamo Gratteri". Calabresi in piazza a difesa del procuratore della DDA
Diritti d'autore  Angelo Maggio
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Vogliono "proteggere" il procuratore antimafia Nicola Gratteri dagli attacchi provenienti dagli stessi ambienti istituzionali, i tanti cittadini scesi in piazza a Catanzaro, in Calabria, per esprimere solidarietà al capo della locale DDA.

Autore di indagini sull'intreccio torbido di ndrangheta, politica, affari e massoneria, e da tempo nel mirino dei poteri occulti, Gratteri è per tanti simbolo e speranza di un cambiamento.

"Stamattina stare qua è un nostro dovere. Siamo italiani del Sud che dopo duecento anni siamo ancora qui a dire no a mafia camorra e ndrangheta. È incredibile", ha detto al microfono padre Maurizio Patriciello, parroco a Caivano, Napoli, e instancabile animatore delle iniziative contro la camorra, che ha riempito il territorio di rifiuti tossici.

"Sono passati quasi trent'anni da quando ho denunciato. L'ho fatto per essere un imprenditore, un padre di famiglia e un uomo libero. Non lo sono stato. Lo Stato che era assente allora mi ha fatto fuggire di notte deportando me mia moglie e i miei due bambini che allora avevano due anni e un anno. Ho vissuto con la vergogna, quasi quasi col disonore per aver fatto cosa? per aver scelto lo Stato quello riconosciuto dalla Costituzione", ha fatto eco Pino Masciari, imprenditore costretto a una vita sotto scorta per aver denunciato il racket delle estorsioni.

Dopo la recente operazione Rinascita-Scott, che ha fatto finire in manette oltre 300 persone, Gratteri era stato pesantemente attaccato dal procuratore generale della Corte d'Appello di Catanzaro Lupacchini, che aveva parlato di "evanescenza di molte operazioni della procura distrettuale antimafia", spingendo il CSM ad aprire una pratica a tutela dello stesso Gratteri.

Journalist name • Michele Carlino

Risorse addizionali per questo articolo • Immagini di Angelo Maggio